Tra il ritrovamento di una villa romana e la consegna del piano di fattibilità, l’iter procede tra obblighi tecnici e l’obiettivo di un impianto da 60.000 posti. Per il centenario nel 2027 si spera di riuscire a porre la prima pietra, ma per finire i lavoro ci vorrà qualche anno.

Il futuro stadio della Roma a Pietralata è tornato, in questi giorni, al centro del dibattito cittadino, a causa del ritrovamento di alcuni resti archeologici nel sottosuolo. La scoperta di un’antica villa romana e di una rete di cunicoli idrici durante gli scavi preventivi ha acceso il confronto tra chi teme un blocco infinito e chi, invece, vede in questo un passaggio obbligato per una città come Roma.
Alcuni media hanno parlato di un possibile stop ai lavori, ma la realtà sembra un po’ diversa: i cantieri al momento non sono fermi per un divieto, come ha chiarito il Campidoglio, ma per necessità di studio. Come spesso accade nella Capitale, non appena si scava, la terra restituisce pezzi di storia. Questi ritrovamenti non significano che il progetto sia saltato. Semplicemente, gli archeologi e i tecnici devono ora capire come proteggere questi reperti senza rinunciare alla costruzione dell’impianto, magari trasformandoli in una caratteristica del futuro parco urbano che circonderà lo stadio.
Lo stato del progetto e l’iter amministrativo
Un passo fondamentale è stato compiuto a dicembre 2025, quando la società AS Roma ha consegnato ufficialmente il progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte). Questo passaggio ha confermato il rispetto della tabella di marcia concordata con Roma Capitale, aprendo ufficialmente la strada alla fase successiva dell’iter. Il Comune mantiene la proprietà dei terreni, mentre la società sportiva ottiene il diritto di costruire e gestire le strutture.
L’idea resta quella di costruire uno stadio da circa 60.000 posti, moderno e accessibile. Il pezzo forte sarà la nuova Curva Sud, pensata per essere un muro giallorosso imponente, simile ai grandi stadi inglesi o tedeschi.
Tempi: La durata complessiva dei lavori è stata stimata in 37 mesi dall’avvio del cantiere. L’obiettivo dichiarato è posare la prima pietra nel 2027, quando la AS Roma compirà 100 anni, per arrivare ad aprire l’impianto nel 2031.
L’investimento complessivo è di oltre 1,3 miliardi di euro, pagati dalla società. La quota principale riguarda la realizzazione dello stadio vero e proprio, con un costo pari a 633 milioni di euro. Il resto riguarda la spesa per i parcheggi, gli spazi verdi, la pista ciclabile e quella pedonale, l’adeguamento della stazione della metro eccetera. La società proprietaria conta, una volta costruito lo stadio, di guadagnare circa 60 milioni di euro l’anno, tra abbonamenti e biglietti, merchandising, sponsorizzazioni, vendita di cibi e bevande e altre voci.
Il via libera delle autorità
Dal Comune di Roma e dal Governo arrivano segnali rassicuranti. Le autorità comunali e nazionali ribadiscono che non esistono intralci formali e definitivi all’iter del progetto. Gli approfondimenti in corso – che siano archeologici, urbanistici o ambientali – rappresentano passaggi tecnici obbligatori per legge. Anche il Ministro per lo Sport ha definito pochi giorni fa l’iter come “molto avanzato”, evidenziando una collaborazione estremamente attiva tra l’amministrazione capitolina e la società sportiva.
Cosa cambierà per il quartiere
Lo stadio sarà il cuore di una trasformazione per tutto il quadrante di Pietralata. Sul fronte ambientale, le autorità cittadine hanno prodotto una relazione agronomica dettagliata secondo la quale solo una parte limitata del terreno (circa 3,4 ettari su un totale di quasi 27) è classificabile come “area boscata”, e di scarso valore naturalistico. Il resto dell’area è composto da zone agricole, incolte o già urbanizzate. Per questo motivo, il piano prevede importanti compensazioni ambientali e la nascita di un nuovo grande parco verde a corollario dell’opera.
Oltre al verde, il progetto punta sul rafforzamento dei trasporti, migliorando i collegamenti con la Metro B e la stazione Tiburtina per evitare che il quartiere resti bloccato dal traffico durante le partite. Per rendere l’area raggiungibile anche senza l’auto, è prevista la realizzazione di una rete di piste ciclabili e percorsi pedonali.
