Studenti dell’Accademia guidano il pubblico tra le opere di Guido Reni e Jacopo Palma il Vecchio, mostrando ripensamenti, tecniche e segreti nascosti sotto la superficie dei dipinti.

Alcuni ragazzi dotati di tesserino speciale accolgono il visitatore: sono studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, pronti a spiegare come alcuni artisti siano giunti (o no) alle opere finali, esposte nelle ariose sale dei Musei Capitolini. Fino al 14 giugno sarà possibile immedesimarsi in Guido Reni (1575-1642) alla ricerca della luce migliore o in Jacopo Palma il Vecchio (1480-1528) e la perfezione del tocco: non mancano, però, curiosi aneddoti sulla vita dei pittori. I giovani allievi ripercorrono le fasi di ideazione e realizzazione delle opere, tra ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti. I dipinti sono stati sottoposti ad analisi scientifiche attraverso strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, per rivelarne la tecnica con cui sono stati realizzati. In “Cristo e l’adultera” (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio sono visibili le varianti per il gesto della mano di Cristo, mentre per la tela “Anima beata” (1640-1642) di Guido Reni è possibile rintracciare le modifiche in corso d’opera, come la posizione delle gambe e delle ali.

Nel caso di Jacopo Palma il Vecchio è stato eseguito uno studio particolare: più che “non finito”, qui le modifiche indicano un cambiamento del significato originario, dovuto alla morte del pittore. Il quadro venne parzialmente ridipinto, così che, attraverso le tecniche di studio, è stato possibile ricostruire i cambiamenti apportati, dallo sguardo dell’adultera ai suoi capelli e soprattutto alla posizione della mano del Cristo.L’altra scoperta per il visitatore è costituita dalle opere di Guido Reni, la cui copiosa produzione fu dettata dai debiti di gioco e ad oggi riunisce il gruppo più cospicuo di opere non finite della Pinacoteca. Come si legge negli appunti per il visitatore: “la prima cornice digitale illustra le fasi di lavorazione del giovanile dipinto Silvio, Dorinda e Linco: mentre la riflettografia infrarossa mostra un abbozzo eseguito con un medium liquido a pennello per i contorni delle figure, la radiografia evidenzia una materia pittorica ricca di biacca. Le dissolvenze progressive tra immagini riflettografiche, radiografie e visibile permettono di seguire le varie fasi di realizzazione dell’opera”.
Era impossibile non porre alcune domande alla gentile tirocinante che faceva da guida.
Come mai questa scelta artistica?
Questa è stata un’esperienza di tirocinio proposta dall’Accademia delle Belle Arti, c’è un catalogo su cui noi abbiamo studiato: siamo alle prime armi quindi potrebbe esserci sfuggito qualcosa, però è importante notare che in questa nuova categoria artistica ed estetica, si può apprezzare e vedere come l’artista lavora e quali sono i pensieri dell’artista, quindi i pentimenti, i cambiamenti che si fanno sul quadro per dare un linguaggio artistico diverso. E’ una categoria completamente a parte, noi siamo abituati a vedere un quadro terminato, quello è e quello ci viene riportato a quell’immagine lì, mentre sul non finito si possono vedere tutti i passaggi, soprattutto nei quadri dove, con le nuove tecnologie, si può andare oltre.
Ha avuto successo questa iniziativa perché è stata anche prorogata, quindi una grande richiesta…
Sì, esatto, fino a giugno -forse addirittura a luglio ma non ne siamo ancora certi – perché questa è una mostra temporanea, siamo riusciti a fare un po’ di mediazione e sono capitate anche persone da tutte le parti del mondo: abbiamo fatto mediazione a una signora australiana e un’altra canadese; essendo i Musei più antichi e importanti di Roma, ci sono tante persone che vengono e quando viene proposto questo tipo di mediazione sono interessati a saperne di più.
Un desiderio?
Non saprei, io sono alle prime armi, spero di continuare questo mio percorso all’Accademia di Belle Arti di Roma, spero che mi porti lontano, si sa che il mondo artistico può portare a vedere come era l’arte antica ed anche cosa ci può dare l’arte oggi, con tutti i problemi derivanti dalla intelligenza artificiale, quindi l’arte intesa come espressione artistica umana.
Il 7 maggio, dalle 16.30 alle 18.30 Laboratorio gratuito: Come nasce un dipinto?
Informazioni al numero telefonico 060608, nell’ambito della mostra-ricerca Il non finito fra poetica e tecnica esecutiva, Musei Capitolini fino al 14 giugno
