18 Gennaio 2026

Al Mattatoio prende forma la città delle Arti

A Testaccio apre il primo Centro pubblico della Fotografia di Roma, tassello centrale del progetto di rigenerazione dell’ex Mattatoio, destinato a diventare la nuova “Città delle Arti”.

Con l’apertura del primo Centro pubblico della Fotografia, Roma compie un passo atteso da tempo nel riconoscimento istituzionale di un linguaggio centrale per la cultura contemporanea. Il nuovo spazio sarà inaugurato il 29 gennaio all’interno dell’ex Mattatoio di Testaccio, nel Padiglione 9D, come parte integrante del più ampio progetto di trasformazione del complesso nella nuova “Città delle Arti”.

Fino a oggi, pur a fronte di una diffusa presenza di archivi, fondazioni e iniziative private, la città non ha mai avuto un museo o un centro pubblico stabilmente dedicato alla fotografia. Di fatto, l’unica istituzione museale che nel tempo ha svolto un ruolo continuativo di riferimento per la fotografia è stato il Museo di Roma in Trastevere, attraverso mostre temporanee e attività espositive, ma senza una missione esclusivamente focalizzata su questo medium.

Il nuovo Centro nasce da un investimento di circa 5 milioni di euro di fondi comunali, con un appalto gestito da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina. La struttura, di circa 1.500 metri quadrati, distribuiti su due livelli, è stata progettata per ospitare più attività in contemporanea: al piano terra si trovano spazi espositivi modulabili, uffici, biglietteria e una biblioteca specializzata con circa 3.000 volumi; al primo piano una sala polivalente e un ballatoio espositivo completano l’offerta.

Il progetto architettonico ha puntato sulla valorizzazione dell’impianto originario di fine Ottocento, mantenendo visibili elementi come le strutture in ghisa, le capriate e le guidovie, integrati con soluzioni tecnologiche aggiornate per illuminazione e climatizzazione, adatte a diverse esigenze espositive.

Le mostre inaugurali delineano fin da subito un programma che mette in dialogo fotografia storica e ricerca contemporanea. Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026 sarà presentata una grande retrospettiva dedicata a Irving Penn, con opere provenienti dalla collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi. In parallelo, il Centro ospiterà una mostra di Silvia Camporesi, dedicata al rapporto tra tempo, luogo e immagine. Lo spazio “Campo visivo”, orientato alla sperimentazione, proporrà invece un progetto collettivo sui temi del corpo e della rappresentazione.

Il Centro della Fotografia si inserisce nel più vasto processo di rigenerazione dell’ex Mattatoio di Testaccio, complesso di circa 105 mila metri quadrati costruito nel 1881 e dismesso negli anni Settanta. Nel corso dei decenni, quello spazio in pieno centro di Roma ha ospitato usi temporanei e permanenti diversi: dai magazzini comunali e stella per i cavalli destinati a trainare le carrozzelle a spazi per attività artigianali, fino a diventare, a partire dagli anni Novanta, uno dei principali luoghi romani per la produzione culturale contemporanea. All’interno del complesso hanno trovato sede il centro sociale Villaggio Globale, spazi per concerti ed eventi, la Pelanda come polo espositivo e performativo, la Città dell’altra economia, oltre all’Università Roma Tre. Una stratificazione di usi, culturali e non, che ha contribuito a definire l’identità del Mattatoio come luogo aperto e multifunzionale, oggi riorganizzato in modo unitario nel progetto della “Città delle Arti”, con un investimento complessivo superiore ai 90 milioni di euro e la gestione affidata alla Fondazione Mattatoio di Roma. La conclusione dei lavori è attesa tra il 2026 e il 2027.

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