10 Febbraio 2026

Al Pigneto (e non solo) 24 ore senz’acqua

Migliaia di cittadini a secco tra via Prenestina e via Malatesta: il cedimento di un’antica infrastruttura del Seicento secolo paralizza il V Municipio. Tornata l’acqua, ma resta l’allerta per i cali di pressione.

Ventiquattr’ore senza acqua corrente per migliaia di residenti tra Pigneto, Torpignattara e Centocelle. Rubinetti a secco, scuole costrette a riorganizzarsi e rifornimenti garantiti solo tramite autobotti. Alla base del disservizio non c’è stata una rottura della rete moderna, ma il cedimento di una struttura idrica storica, risalente addirittura al Seicento.

Il guasto si è verificato all’alba di lunedì 2 febbraio, all’altezza del civico 916 di via Prenestina. A cedere è stato un antico sifone, parte di una derivazione seicentesca che in origine convogliava l’acqua verso ville e tenute agricole dell’agro romano. Si tratta di infrastrutture realizzate in muratura e materiali lapidei, oggi inglobate in una rete urbana sottoposta però a sollecitazioni ben diverse da quelle per cui erano state progettate.

La rottura ha provocato una fuoriuscita stimata in circa 75 litri d’acqua al secondo, con l’allagamento della carreggiata e il rapido svuotamento dei serbatoi che alimentano una vasta area di Roma Est. Le vibrazioni del traffico e la pressione costante della rete moderna avrebbero contribuito al cedimento della struttura.

Dalle 5.30 di lunedì fino alle prime ore di martedì 3 febbraio, la quotidianità nel V Municipio si è concentrata attorno ai punti di rifornimento. Autobotti sono state posizionate in piazza del Pigneto e in via Malatesta, dove si sono formate lunghe file di residenti muniti di taniche e secchi.

I tecnici di Acea hanno operato senza interruzione per tutta la notte. La complessità dell’intervento è dipesa proprio dalla natura storica della condotta: lavorare su infrastrutture antiche richiede cautela per evitare cedimenti secondari o danni alle strutture circostanti, spesso altrettanto fragili.

Il servizio idrico è stato progressivamente ripristinato intorno alle 6:00 di martedì mattina. Restano tuttavia alcuni disagi: diversi istituti scolastici hanno posticipato l’apertura alle 9:30 per consentire la sanificazione degli ambienti, mentre nei piani alti di alcuni edifici di Torpignattara si registrano ancora temporanei cali di pressione. Acea ha inoltre segnalato la possibile torbidità dell’acqua nelle prime ore, dovuta al trascinamento dei sedimenti accumulati nelle tubazioni rimaste vuote.

L’episodio riporta l’attenzione sulla fragilità delle infrastrutture idriche romane, dove reti antiche e moderne convivono nello stesso sottosuolo. Una convivenza complessa che, come dimostrato, può trasformare un guasto localizzato in un’emergenza urbana estesa.

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