12 Aprile 2026

Arci Roma al congresso: “La giunta Gualtieri? Dialoga con le destre, non con i territori”

Centomila soci, novanta circoli e una lista di conti in sospeso con il Campidoglio. Al congresso di domani, Arci Roma dice che la sinistra della Capitale non è quella che governa il Comune.

Centomila soci, novanta circoli, e una lunga lista di conti in sospeso con il Campidoglio. Arci Roma apre domani, 8 aprile, l’XI congresso con un messaggio politico preciso: la sinistra della Capitale non è quella che governa il Comune.

I lavori si terranno all’Arci Zalib di via della Penitenza 35, con una sessione pubblica mattutina che vedrà al microfono esponenti di AVS, M5S, PD, PAP, CGIL, USB e rappresentanti dei movimenti territoriali. Previsto anche il saluto dell’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Anguilar: un legame, quello tra Arci e la Rivoluzione cubana, che risale agli anni Sessanta e non si è mai interrotto.

Ma è il quadro politico romano a dominare la vigilia. Il presidente di Arci Roma Vito Scalisi non usa mezzi termini: “Il contesto romano negli ultimi quattro anni è stato segnato da conflittualità scaturite dall’azione della giunta Gualtieri, che ha scelto di imporre una lunga serie di opere e interventi – lo stadio, l’inceneritore, la speculazione sull’area degli ex Mercati Generali – nessuno dei quali figurava nel programma elettorale”. Promesse di democrazia partecipativa disattese, sostituisce da quello che Scalisi chiama Modello Giubileo: una giunta molto dialogante con le destre al governo nazionale e regionale, molto meno disponibile verso i territori e le fasce più giovani della città.

Un’accusa pesante, rivolta a un sindaco di centrosinistra da un’organizzazione storicamente collocata a sinistra. E che arriva in un momento di fermento: le grandi mobilitazioni per la Palestina, l’esito del referendum sulla magistratura, la manifestazione No Kings disegnano secondo Scalisi “un vento nuovo” che il congresso intende intercettare, rimettendo al centro il diritto alla città, l’accesso alla cultura, la lotta alle disuguaglianze. Insomma, con le comunali all’orizzonte (nel 2027), il messaggio è chiaro: Arci Roma non si sente rappresentata dalla coalizione che governa il Campidoglio, e non ha intenzione di tacerlo.

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