Felice Giannotti, detto il Divino, pioniere e figura simbolo della spiaggia alternativa di Roma, è scomparso a 80 anni. La sua storia intreccia ribellione, vitalità e memoria collettiva.
Nel suo articolo per Artribune, Stefano Ciavatta ripercorre la vicenda di Felice Giannotti, detto il Divino, recentemente scomparso, leggendaria figura della spiaggia di Capocotta. A lui si deve gran parte della nascita e della fama di questo luogo unico: libero, popolare, trasgressivo, rifugio di artisti, freak e comunità diverse che hanno fatto della spiaggia un simbolo di Roma dagli anni Settanta in poi.
Il testo è interessante perché non solo restituisce un ritratto vivido e affettuoso di Giannotti, ma racconta anche la storia culturale e politica di Capocotta: dalle battaglie contro la speculazione edilizia alle feste leggendarie, dal mito del “buco” alla sua istituzione come riserva naturale e oasi naturista. La figura del Divino diventa così emblema di una Roma vitale ed eccentrica, capace di reinventarsi continuamente, e la sua scomparsa apre la domanda se sia finita un’epoca o se la spiaggia continui a vivere come esperienza collettiva e popolare.
