Fa caldo, ma chi vive di politica non lo teme. Ha un pensiero fisso, specie se il proprio partito è all’opposizione. Un pensiero che lo agita nonostante l’afa, un nervosismo contenuto, stretto dentro commenti felpati, aperitivi e chiacchiereccio romano. La mente della destra romana, gli occhi dei fedelissimi della Capa (Giorgia Meloni) e della Sorella (Arianna Meloni), sono fissi alle prossime elezioni amministrative della Capitale che si terranno nella primavera del 2027.
A parte Gianni Alemanno, che sappiamo com’è andata a finire, con il Mondo di mezzo e lettere inviate dal carcere per reclamare migliori condizioni di vita per chi è costretto in una cella sovraffollata. C’è stata poca trippa, anzi non c’è stata proprio, per Fratelli d’Italia. Nella passata occasione a fronteggiare Roberto Gualtieri, l’avvocato amministrativista Enrico Michetti e non andò per nulla bene. Lui era un gran personaggio: opinionista sulla qualunque in radio locali e sostenitore delle virtù dell’antica Roma. Chissà, essendo un uomo di diritto, gli era facile crogiolarsi in quel mitico passato. Le ultimi notizie che si hanno di lui sono legate ai 90.000 euro che la Camera ha stanziato per tre anni alla sua Gazzetta amministrativa. Decisione presa nel collegio dei questori, in cui è fondamentale il ruolo del deputato di Fdl, Paolo Trancassini, quello che avrebbe spinto Meloni a candidarlo a sindaco della Capitale.
Nei giorni scorsi il Messaggero titolava: Carlo Calenda sindaco di Roma? Spunta la “pazza idea”: ipotesi candidato civico sostenuto dal centrodestra. Follia, pazzia, nevrosi o psicosi? Nulla di tutto questo. Solo parole, parole parole. L’estate si presta a ipotesi, percorsi e candidature anche fantasiose, pur ragionevolmente comprensibili, dato il posizionamento liminare del leader di Azione: non ostile verso la destra, e pronto a mettere i puntini sulle “i” quando si tratta di entrare in coalizione con il campo largo. Lui interrogato sulla “pazza idea” è stato piuttosto scivoloso. Scrive su X: “Ogni settimana c’è una ‘notizia’ su Azione che va nel campo largo o che si sposta a destra. Ora la news è quella di una mia candidatura a Roma per la destra. Azione dalla sua nascita ha avuto come obiettivo la costruzione di un centro liberale e pragmatico indipendente dai due poli. Questo è ciò che continueremo a fare. Capisco che è giornalisticamente noioso, ma è la nostra unica linea di condotta. Personalmente sono impegnato solo su questo obiettivo”. Gli interessati al seguito possono andare a leggersi i commenti sotto il post.
Siccome però la noia è tanta, e in qualche maniera il divertimento o la divagazione pascaliana, sono un farmaco senza costi aggiuntivi, la roulette del prossimo candidato di destra al Campidoglio non si ferma. E allora ecco apparire l’araba fenice romana, perché tutte le strade non è vero che portano a Roma, portano invece a Giovanni Malagò, fresco ex presidente del Coni, assente e presente in ogni vicenda capitolina. Terminato il suo impegno al Coni, è stato intervistato da La Stampa e a sorpresa – ma proprio “sopresa”? – afferma: “Faccio il tifo per Giorgia Meloni e spero che vinca la sua scommessa a medio-lungo termine. Io sono un patriota”.

Caspiterina, che aria che tira! Fabio Rampelli eterno aspirante a guidare Roma, come Marco Aurelio in groppa al suo cavallo nella statua equestre in piazza del Campidoglio, avrà avuto un brivido freddo, altri del suo stesso partito, in cerca di una qualche eccellenza per battere Gualtieri, hanno invece avuto un solletico di piacere intenso. Qualcosa da assaporare con gusto, in attesa che la partita inizi veramente e che il filo di Arianna (la sorella Meloni), porti fuori dal labirinto Teseo, alias la destra romana. Suggestioni e ipotesi si intrecciano e non sono pochi i nomi che già si fanno, tuttavia l’allure meloniana predica di dare tempo al tempo, di non correre troppo, di lasciarsi andare ad una dose di indolenza, e quindi sì, parliamone, parlatene di questo candidato a sindaco di Roma della destra romana.
Ma è solo un gioco e nient’altro. Del resto come diceva Pascal: “Ci si comprerà a caro prezzo una carica nell’esercito, soltanto perché si troverebbe insopportabile non muoversi dalla propria città; e si cercano le conversazioni mondane e il gioco d’azzardo soltanto perché non si riesce a starsene a casa propria con piacere”.
