Un settimanale culturale parigino dedica due pagine alle nuove stazioni-museo della linea C. A Parigi hanno quindici linee di metro. Evidentemente, però, nessuna vale un reportage come questo…

Un abitante di Centocelle lo ha detto a un giornalista di Télérama, e la frase è finita nelle prime righe dell’articolo: l’apertura delle nuove stazioni della linea C “Per noi è l’equivalente della caduta del muro di Berlino, perché questa linea connette due mondi opposti”. Battuta, certo. Ma non del tutto. La linea C collega finalmente il quadrante est di Roma – popolare, periferico, storicamente separato dal centro – con il cuore della città. Sebastiano, 41 anni, architetto, racconta che prima faceva due cambi di metro per andare al lavoro, oppure prendeva la macchina. Ora ci arriva in nove stazioni, diretto, in dieci minuti.
Il resto lo sapete, se vivete a Roma. Il 16 dicembre 2025 hanno aperto Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia, due stazioni-museo dove sotto le banchine e dietro le vetrine ci sono frammenti di terme romane, ceramiche di duemila anni fa, una domus del II secolo con affreschi e mosaici ancora intatti. I reperti sono esattamente dove li hanno trovati, perché l’idea – nata dall’emergenza, come spesso accade – era quella di non spostare niente. O di rimettere allo stesso posto quel xhe si è ritrovato, dopo i lavori.
La scoperta, racconta l’articolo, non era affatto scontata. Quando nel 2017, a sette metri e mezzo di profondità, gli operai hanno trovato quello che sembrava un grosso sasso, nessuno si aspettava quello che venne dopo: 1.300 metri quadri di costruzione del II secolo, intatta. Il panico fu immediato. “Non si sapeva cosa fare – racconta l’archeologa Simona Morretta della Soprintendenza – non si andava certo a distruggerla. Si aveva quindi due opzioni: abbandonare il cantiere e non far passare la metro da lì, oppure trovare un modo per conservare i reperti e costruire lo stesso”. Da quella seconda opzione è nata l’idea della stazione-museo.
Ma c’è un aspetto della storia che va oltre l’archeologia, e che Télérama racconta con intelligenza. La linea C collega il quadrante est di Roma – popolare, periferico, storicamente tagliato fuori – con il centro. Il risultato è che le due nuove stazioni hanno registrato oltre 500.000 ingressi nel primo mese. La metà erano abbonati: romani, non turisti. Una cosa non banale per una città in cui il trasporto pubblico viene spesso usato solo da chi non ha alternative. Qui evidentemente la gente ci va anche per curiosità, per vedere, per portarci gli amici in visita. Una signora intervistata dall’articolo, Paola, cinquantenne che abita vicino all’Appia Antica, ha portato due amici torinesi a vederla apposta: “È magnifica Tutte le nostre stazioni dovrebbero essere così”.
La prossima stazione-museo sarà Piazza Venezia. È prevista per il 2033. Nel frattempo, Télérama ha già fatto il suo pezzo. E i parigini, con le loro quindici linee, possono anche invidiare un po’.

