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18 Febbraio 2026

Confessioni a scatti di un’atea

Romana e atea è quella combinazione di tratti e caratteristiche che determina, con una certezza pressoché matematica, che sarai quella fuori posto, durante la giornata penitenziale al Circo Massimo per il Giubileo dei Giovani il primo agosto…

Romana e atea è quella combinazione di tratti e caratteristiche che determina, con una certezza pressoché matematica, che sarai quella in piedi quando tutti si siederanno, ma anche quella seduta quando tutti dovrebbero essere in piedi. Insomma sei quella fuori posto.

Sarà per questo che gli eventi del cristianesimo mi incuriosiscono con il piglio distaccato del turismo scatta e fuggi. Ieri il senso di spaesamento è stato superato dalla curiosità per la giornata penitenziale.

Ammetto che con la confessione ho un passato di fraintendimenti dovuti all’infanzia. Mi ritrovai a 8 anni, priva dei fondamentali, a partecipare ad una giornata in cui insegnavano a confessarsi. Chiesi spiegazioni circa cosa avrei dovuto dire al prete, mi furono elencati una serie di peccati, nessuno rispondeva alle mie abitudini. Ero molto nervosa, mi sedetti, non sapevo cosa dire, mentii. Peccato! Non lo feci mai più, non di mentire ovviamente, ma di confessarmi.

Per altro l’elenco delle incongruenze è impreziosito dal fatto che vivo ad Ostia, ma non ho mai ricevuto l’ostia, se non vogliamo contare quella del torrone a Natale, festività a cui per altro sono devota con l’ortodossia del capitalismo.

Insomma io con il sentimento religioso poco ci azzecco, ma con i grandi eventi di massa nelle strade di questa città ho una certa attitudine. Il Circo Massimo di ieri aveva un’energia da grande evento musicale, giovani e non solo in festa, canti e cori, molti sorrisi e tanti abbracci. Una roba tipo concerto del primo maggio che coinvolge l’intera città, ma senza nessuno che si lamenta dei ragazzi che bivaccano nei giardini pubblici.

Seguendo la fiumana sono scesa tra le tende allestite accuratamente con sedie, tavoli e preziosi ventilatori. I fedeli venivano indirizzati in base alla lingua e io ho detto che volevo confessarmi in italiano e sì ho mentito. Di nuovo. Lo so ho un problema con la confessione, ma lì in mezzo ero davvero l’unica, perché sembravano tutti perfettamente a loro agio nonostante la mancanza di intimità.

Sono risalita dal Circo Massimo sentendomi assolta per piccola bugia con cui ci sono entrata, perfettamente riconciliata con le mie incongruenze e felice, perché finalmente la Roma-Lido, grazie alla presenza di tutti loro, è rimasta aperta anche la sera, consentendo anche a noi di pellegrinare per la nostra città.

 

 

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