Dal 21 febbraio ad Art Sharing Roma una mostra collettiva indaga il concetto di confine attraverso le lenti del presente politico, della dimensione personale e della memoria ancestrale. Dall’antica polis greca al villaggio globale contemporaneo.

Cos’è davvero un confine? Una linea invalicabile o una soglia di possibilità? È la domanda al centro di Confini, mostra collettiva che apre il 21 febbraio 2026 ad Art Sharing Roma, a cura di Penelope Filacchione e Angelica Zanninelli. Diciotto artisti rispondono con linguaggi diversi a un interrogativo che attraversa il nostro presente: come ci relazioniamo ai limiti geografici, politici o intimi che definiscono chi siamo?
Il punto di partenza è etimologico e culturale. Gli antichi greci usavano diverse parole per indicare il confine: horos designava il limite fisico, mentre limen – da cui deriva il latino limes – significava originariamente porto, approdo, rifugio. Un confine inteso non come barriera, ma come luogo di accoglienza. Non a caso Roma antica istituì l’asylum sul Campidoglio: uno spazio sacro dove chiunque poteva dichiararsi cittadino ed entrare a far parte della comunità.
“Il confine contiene l’identità, ma per sua natura è in continuo confronto con ciò che sta oltre la linea”, spiegano le curatrici. “È sacro, ma permeabile”. Una definizione che risuona con forza nel villaggio globale contemporaneo, dove la protezione dei confini – fisici ed etici – è affidata alla cultura, alla sensibilità politica, al rispetto dell’altro.
Gli artisti selezionati hanno esplorato il tema da angolazioni molteplici: dai riferimenti al presente geopolitico alle dimensioni emotive, personali, perfino ancestrali. Il risultato è un’opera corale che attraversa i linguaggi della pittura, della fotografia, della scultura e della performance, offrendo al pubblico uno spazio di riflessione su una questione quanto mai attuale.
La mostra si apre sabato 21 febbraio dalle 17 alle 20.30 con una performance di Alessio Trevisani, Der Mann im Fahrstuhl, ispirata al monologo teatrale di Heiner Müller. Il calendario prevede altri due appuntamenti: sabato 28 febbraio (ore 17.30) letture da Verso lo sguardo di Cosimino Messina con fotografie di Ilaria Di Giustili, e sabato 7 marzo (ore 17.30) la performance Vita confinata di Caùl.
Collegata alla mostra, venerdì 13 marzo si inaugura in un’altra sede – Spazio Felice 52, via Felice Cavallotti – l’esposizione fotografica di Franz Gustincich, sempre a cura di Filacchione e Zanninelli, visitabile fino al 2 aprile.
In mostra: Evelyne Baly, Marco Berrettoni, Francesca Boschetti, Caùl, Richard Ciccarelli, Marco Crispano, Ilaria Di Giustili, Elisabetta Diamanti, Uta C. Kuegler, Natalia Lombardo, Roberto Mirulla, Debora Mondovì, Luisa Raggi, David Renka, Tania Russo, Monica Sarandrea, Osvaldo Tiberti, Alessio Trevisani.
Info: Confini, 21 febbraio – 21 marzo 2026, Art Sharing Roma, via Giulio Tarra 64. Orari: martedì-sabato 17-20, altri orari su appuntamento. Tel. 338-9409180.
Sito: artsharingroma.it

