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16 Marzo 2026

Da “Carosello” all’Armata Brancaleone in una mostra a Trastevere

 

Meta di una possibile escursione nelle assolate mattine romane, il Museo di Roma, a piazza Sant’Egidio, propone tre diverse esposizioni: “A mano libera”, “Frigidaire” e una ricostruzione della Roma fine Ottocento con acquerelli di Ettore Roesler-Franz (1845 – 1907).

fagiolo oro
Il fagiolo d’oro

Dopo una veloce ricognizione dei disegni della rivista “Frigidaire” ispirata da un istinto rivoluzionario che gioca su fumetto, satira, cronaca e fotografia (aperta fino al 7 settembre) si passa alle opere esposte nella piccola, ma curiosa, mostra dedicata alle connessioni tra gli artisti italiani e il cinema d’animazione tra il 1957 e il 1977.
“A mano libera” prende in considerazione cento opere di vario tipo (disegni, dipinti, storyboard, fondali, pupazzi) e trenta film, proiettati su vari schermi lungo l’esposizione.
Ecco l’uomo lineare della Lagostina o il simpatico pupazzo Papalla degli elettrodomestici Philco, quando “Carosello”, fortunata trasmissione televisiva, orientava i consumi e i costumi degli italiani, contribuendo ad affermare anche dal punto di vista produttivo l’animazione.

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L’uomo lineare e Papalla

Oltre agli autori che si dedicarono all’animazione in modo specifico, gli anni 60 e 70 hanno visto diversi artisti italiani avvicinarsi al cinema, pensando che i film potessero arricchire e completare il proprio immaginario visivo: un esempio fra tutti, Emanuele Luzzati e la sigla di pupazzi animati de “L’Armata Brancaleone” (1966) realizzati con la tecnica delle sagome di carta ritagliate, il découpage.
In alcuni casi i cortometraggi furono auto-prodotti, in altri finanziati da case di produzione – come la “Corona cinematografica” di Roma – e in altri ancora frutto di una committenza pubblicitaria.
La particolarità della mostra è la carrellata su 14 artisti: da Toni Fabris a Claudio Cintoli (“Primavera nascosta”, 1969); Rosa Foschi e Luca Maria Patella, coppia anche nella vita, autori di cortometraggi basati su trucchi di animazione e collage fotografico; Paolo Gioli e la ‘cronofotografia’ (immagini fotografiche per l’analisi del movimento di un oggetto, che si susseguono a intervalli di tempo prestabiliti); Giulio Gianini e il citato Emanuele Luzzati; Bruno Ceccobelli, autore di una serie di film astratti, sia dipinti su pellicola che assemblando materiali su lunghe strisce di carta filmate successivamente; il pittore Manfredo Manfredi e Mario Sasso, autori di centinaia di sigle per la RAI; Andrea Granchi e Magdalo Mussio, che ha diretto film basati su disegni animati; Marinella Pirelli, cineasta sperimentale autrice di “Pinca e Palonca” (1963), per chiudere con Pino Pascali, che si è dedicato soprattutto ai filmati pubblicitari.

mostra
A mano libera

Questi artisti hanno contribuito, ciascuno con un proprio stile, a rendere “arte” delle creazioni che oggi sembrano impensabili, qui esposte e messe a confronto, allestite su monitor, presentate in apposite teche per un percorso tematico-cronologico suddiviso in sezioni.
Una ri- scoperta o una vera e propria scoperta, grazie anche all’esposizione di materiali inediti.

“A mano libera. Arte e cinema d’animazione in Italia”, Museo di Roma in Trastevere, fino al 12 ottobre.

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