12.6 C
Roma
11 Marzo 2026

Dal noir al sorriso: il giallo insolito di Giovanna Repetto, “Il cinghiale ringrazia”

In un borgo immaginario del Circeo, una donna energica e un po’ detective improvvisata al centro di una indagine corale tra ironia, segreti e sospetti.

I “gialli” di ambientazione pontina sono piuttosto rari, anche se la provincia di Latina, grazie soprattutto ai libri di Antonio Pennacchi, è rientrata da anni a pieno titolo nei “luoghi letterari” italiani. Negli ultimi anni sono usciti titoli come “Le ultime luci della sera”, o “Figli dello stesso fango”, romanzi che, pur muovendosi nel solco del noir, intrecciano la cronaca nera con le ombre lunghe della storia e delle trasformazioni sociali del territorio. In questi casi il giallo non è soltanto un’indagine su un delitto, ma diventa occasione per esplorare la memoria collettiva, la convivenza fra antiche comunità e nuovi arrivati, il contrasto fra la quiete agricola e le tensioni generate da un’economia in cambiamento. 

Parlando di film, il pensiero va invece ad “America Latina”, dei fratelli D’Innocenzo, che trasforma in horror contemporaneo una storia di anomia in quell’enorme sprawl che si estende, lungo il litorale, da Roma fin quasi a Caserta.

“Il cinghiale ringrazia”, di Giovanna Repetto – scrittrice genovese, da decenni trasferitasi a Roma – che di solito si muove tra fantascienza e fantastico, è invece un altro tipo di romanzo: leggero, veloce, a tratti divertente, in uno stile da “Signora in giallo”, dove la violenza resta sempre sotto traccia e conta molto, conta soprattutto, la caratterizzazione dei personaggi. E dove a morire non è semplicemente una “vittima”, ma, in pratica, l’unico personaggio davvero negativo della narrazione.

L’ambientazione della storia è in un borgo del Circeo (del resto l’autrice è da anni una frequentatrice assidua della zona, dove soggiorna diversi mesi all’anno), l’immaginario Sottomonte, dove Guendalina Scotti, detta la Castellana, un’energica donna ormai in là con l’età, vive da alcuni anni. I personaggi, oltre a lei e al morto (l’odioso geometra Pollastri, vicino di casa, già defunto quando la narrazione inizia), sono un giardiniere settantenne, Orazio, e il suo giovane e aitante nipote, Bruno; il maresciallo dei carabinieri Macaluso, che viene dal Sud ed è particolarmente goloso dei piatti che Guendalina gli prepara, a partire dalla parmigiana di melanzane; la sportiva e giovanile amica Agata, che gira in Suv ed è ospite fissa delle partite a carte a casa di Guendalina, frequentate rigorosamente da sole donne ; e ancora Eva, la colf romena, e la figlia Mariana; la triste Elsa e il figlio Guido, un gigante buono, portatore di handicap; l’ex moglie del geometra, Annamaria.
Quello che sembra un incidente di caccia, lo è davvero? E se invece si tratta di un crimine, chi è il colpevole? Guendalina s’improvvisa investigatrice, grazie soprattutto alla sua conoscenza da spettatore tv di serie crime. L’indagine, che si svolge nell’arco di pochi giorni e pochi chilometri (in una zona in fondo vicina a Roma ma che sembra invece lontanissima, provincia profonda, con un complesso intreccio di storie e relazioni tra le persone) prende diverse direzioni: quasi tutti i personaggi del libro sono insieme sospettosi e sospettati. Alla fine, però, la verità verrà fuori.

Quello di Giovanna Repetto è un libro piacevole, che si legge rapidamente. E il mistero più grande, e più divertente forse, resta proprio il ruolo del cinghiale del titolo…

Post correlati

Crash Kid e quella Roma cresciuta col rap

Massimiliano Di Giorgio

Dove finisce la festa

Nino G. D'Attis

Ca**i, culi e altri turpiloqui

Angelo Brunetti

As Roma, benedetti rigori!

Maurizio Pignotti

Un muro franco, un bel murales e i writer

Lorenzo Pirrotta

A Roma rischia di finire l’autorecupero delle case popolari. Colpa di una garanzia dimezzata

RR

Lascia un commento