14.2 C
Roma
15 Marzo 2026

Di quella volta che il Papa, il carnevale e un assaggio di primavera arrivarono tutti insieme a Ostia

Il programma per oggi era: camminata sul lungomare, giardinaggio e zucca al forno. Oh ognuno nutre le proprie ambizioni e le mie sono a base vegetale con una spolverata di sale marino!

La camminata c’è stata ed è stata davvero carina. Un sole, finalmente generoso, ha fatto sbucare fuori tutti i podisti in piena preparazione per la nuova stagione. Una coppia di anziani ballava sorridente con la musica alta e dei motociclisti erano felici accanto alle loro moto. Una bella domenica insomma.

Ricevo il messaggio di Giorgia che mi informa della sfilata di carnevale a ponente, mentre tiro via foglie secche e mi interrogo sui grandi dilemmi della vita: la buganville si pota sfidando le mille spine o la si lascia ruspante e aggressiva correre lungo la balaustra?! Neanche il tempo di trovare la risposta su google e apprendo che anche il Papa sarà ad Ostia. Forse non è il giorno giusto per restare defilata.

Scelgo ovviamente ciò a cui emotivamente e spiritualmente mi sento più affine e dirigo verso gli artisti di strada, ma solamente dopo esser dovuta tornare indietro perché sì, avevo preso la macchina fotografica, ma non la batteria! Nonostante ciò, arrivo con una puntualità che non mi si confà, grazie ad un autobus incredibilmente in anticipo sull’orario previsto. Vedi, sempre a lamentarmi dei mezzi pubblici e poi viaggio meglio di quelli bloccati sul lungomare per raggiungere il santo padre.

Ho una gran passione per gli artisti di strada. Giocolieri, trampolieri, mangiatori di fuoco ed equilibristi di sorrisi. Subisco il fascino delle maschere e resto ipnotizzata dagli sguardi complici di chi cerca nel pubblico un compagno di viaggio lungo le vie di nuova Ostia, dal Parco Pallotta a Piazza Gasparri. Per Carnevale nessuna regola, se non quelle della commedia dell’arte scandite dai passi di Giorgia Celli e del suo gruppo di danzatrici di Flamenco per tutti. I pois delle gonne volano in tondo, passo dopo passo, tra coriandoli e stelle filanti. Il pubblico segue il corteo e ne diventa parte. Io stessa ricevo una canzone stonata, ma dedicata e de ‘sti tempi non se butta via niente, neanche le note irraggiungibili.

Il corteo arriva a destinazione con il sole ad attenderci prima di tuffarsi dietro l’orizzonte. Prendo congedo dal bellissimo gruppo e scelgo di rientrare percorrendo il lungomare ancora una volta. L’azzurro del mare da un lato e macchine ancora in fila dall’altro.

Di camminate sul lungomare ne ho avute per 14 chilometri, la bouganville conserva in sé ancora tutti i suoi spinosi segreti e sì la zucca al forno era buona anche se a me, la zucca, non piace veramente, ma la sfilata, che mi ha stanata dalla mia giornata defilata, quella sì che mi è piaciuta. Davvero!

 

Post correlati

Su piazza Sempione ho cambiato idea

Christian Raimo

Riscoprire “Roma” di Nicola Manuppelli: un romanzo tra cinema e storia

Massimiliano Di Giorgio

Roma a mano / L’amore per il cioccolato

Il GECO e La Virginia

Lorenzo Pirrotta

La cartolina / 213

Fabio Bedini & Alessandro Mauro

Voto, fin qui tutto come previsto

Massimiliano Di Giorgio

Lascia un commento