Un centro commerciale un po’ anonimo di Roma sud si trasforma grazie alla street art: dieci murales ispirati al tema “Le donne e lo sport” colorano i torrini dei Granai, firmati da alcuni dei nomi più interessanti della scena romana.
Se siete di Roma sud o comunque avete voglia di fare una gita e spingervi un po’ in periferia, oltre l’Eur, dove ci sono i leoni, ho un posto da consigliarvi. Potrete vedere bei murales di alcuni degli autori più rappresentativi dalla street art romana e altri di giovani molto promettenti.
Sono ai Granai, centro commerciale a dire il vero un po’ tristacchione – come tutti ma forse un po’ di più – che però ha avuto l’idea, l’anno scorso, di far realizzare dieci murales sul lato esterno del solito edificio che ospita i numerosi ed anonimi box per negozi, ristoranti, e commerci vari. Insomma, hanno colorato il loro non luogo che ora forse è un po’ più luogo.

La parte colorata è la teoria di ingressi e uscite per il garage che da su via Rigamonti. I torrini esterni del centro commerciale sono stati dipinti da dieci artisti diversi, che hanno dovuto realizzare le loro opere sul tema, ovviamente inclusivo, “Le donne e lo sport“.
È stato necessario utilizzare una tecnica mista, per via della fattura di queste enormi colonne. In totale sono stati 10 i torrini coinvolti, di cui quattro alti 15 metri e i restanti sei alti 12 metri. Sulla parte in vetrocemento, non adatta alla pittura poiché presenta una resa diversa rispetto al muro, è stata applicata una stampa in PVC con una base di 2,74 metri, mentre la parte rimanente, circa 4,4 metri, è stata dipinta direttamente dagli artisti.
La parte in PVC ricorda un po’ quel che si sta facendo con i giganteschi silos a Piazza Venezia.
Le opere sono quasi tutte molto bell, se pur costrette in un tema, e quasi mai banali.
Diamond e Solo, che ormai fanno coppia fissa, questa volta hanno realizzato una Pugile, molto bella ispirata alla Mokusha di “Million Dollar Baby”, il film di Clint Eastwood, che ha vicino a sé, sul torrino successivo, una bionda Ninfa che sembra subire l’influenza di Toulouse Lautrec e della Belle Époque, come tutte le fanciulle di Diamond.
Notevoli anche la Nuotatrice di Manuela Merlo che mostra dinamicità, forza e eleganza; la Città Gioco di Alessandra Carloni che, con i suoi colori e i suoi aquiloni, non ci delude mai. Interessante l’opera di Luca Ledda ispirata all’attivista sportiva Jessamyn Stanley, un’insegnante di yoga americana, sostenitrice e scrittrice della body positivity. Che si identifica come una “femmina grassa” e “femmina queer”.
Giusy Guerriero invece ha rappresentato la danza ispirandosi a Angela Isadora Duncan, che inventò la danza moderna. La figura della danzatrice si moltiplica trasmettendo l’idea del movimento e dando la possibilità all’artista di esprimere le sue emozioni.
Gli artisti delle dieci opere sono: Alessandra Carloni, Diamond, Ettorre, Giusy Guerriero, Luca Ledda, Mr Thoms, Rame 13, Ale Senso, Solo e UMAN.
Il progetto sulla street art è stato curato da Enrico Peca, già direttore artistico del Pulpa Festival in Abruzzo, ed è organizzata dallo Spazio010 di Pescara.
Fatela un passeggiata, ne vale la pena.










