La Capitale arriva seconda: la città francese si aggiudica la sede della nuova agenzia doganale Ue. Un’altra candidatura internazionale andata a vuoto.
La nuova Autorità doganale europea avrà sede a Lille. Lo hanno deciso oggi, 25 marzo, il Consiglio Ue e il Parlamento europeo, scegliendo la città francese tra nove candidature presentate da altrettanti stati membri. Roma era tra i finalisti: era arrivata seconda nelle votazioni a scrutinio segreto svoltesi in tre turni, ma non è bastato.
La nuova agenzia, che si chiamerà EUCA (European Union Customs Authority), avrà il compito di coordinare e supportare le amministrazioni doganali nazionali dei paesi Ue. Sarà un organismo di circa 250 dipendenti, pensato per rispondere alle pressioni crescenti su un sistema frammentato: l’aumento dei flussi commerciali, l’esplosione dell’e-commerce e le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno reso sempre più urgente una cabina di regia comune.
A fare la differenza, secondo il relatore del Parlamento europeo sulla riforma doganale, l’olandese Dirk Gotink, è stata la posizione geografica di Lille: crocevia tra Francia, Belgio e Gran Bretagna, attraverso il territorio francese transita un container su tre che entra nell’Unione. Roma aveva dalla sua il peso simbolico della capitale italiana e una lunga tradizione di ospitalità istituzionale, ma non è riuscita a convincere la maggioranza dei legislatori europei.
Oltre a Roma e Lille, erano in lizza Liegi (Belgio), Zagabria (Croazia), L’Aia (Paesi Bassi), Varsavia (Polonia), Porto (Portogallo), Bucarest (Romania) e Malaga (Spagna). Tutte escluse.
Non è la prima volta che Roma si presenta a una competizione internazionale e torna a casa senza il trofeo. Negli ultimi anni la Capitale ha collezionato alcune candidature non andate a segno, in contesti molto diversi tra loro.
Il caso più clamoroso è quello di Expo 2030. Nella votazione del 28 novembre 2023 a Parigi, Roma ottenne appena 17 voti su 165 delegati votanti, contro i 119 di Riyad e i 29 di Busan. Una débacle che andò ben oltre le aspettative: i responsabili della candidatura erano convinti di poter arrivare quantomeno al ballottaggio, ma fino all’ultimo nessuno, nemmeno dalla parte coreana, aveva numeri di quella portata. Il presidente del comitato promotore, l’ambasciatore Giampiero Massolo, parlò apertamente di “deriva mercantile” della comunità internazionale.
Diverso nei toni, ma ugualmente amaro, l’epilogo della candidatura ai Mondiali di atletica leggera 2027. Nel febbraio 2024 la Federazione italiana di atletica (FIDAL) ritirò il dossier ancora prima che la competizione entrasse nel vivo, dopo aver verificato che Roma non soddisfaceva i requisiti minimi richiesti da World Athletics.
