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8 Marzo 2026

Fake news, gossip e funerali mediatici: benvenuti nell’infotainment

 

Dai vertici raccontati senza prove alle bufale sul web, fino alla passerella social per Pippo Baudo: un viaggio tra la spettacolarizzazione dell’informazione.

 
Ieri ho provato a informarmi più approfonditamente del solito, tramite tv, giornali e web, sulle principali notizie del giorno. Me ne sono presto pentito, ecco perché.
 
APPROFONDIMENTO 1: IL VERTICE DI WASHINGTON
Su La7 c’era una bella diretta sul vertice Usa-Ue-Ucraina. Il fior fiore del giornalismo italiano era presente e parlava spasmodicamente di aria fritta, ingolfando l’etere di chiacchiere da bar. Salvo poi dare il meglio di sé quando il vertice proseguiva a porte chiuse ma le principali agenzie raccontavano della telefonata fra Donald Trump e Vladimir Putin in corso in quel momento. Tutti a commentare. Ma la domanda è: se il vertice era a porte chiuse, come facevano i giornalisti a conoscere il contenuto della fantomatica telefonata? Qualche inviato della Reuters, discepolo di Diabolik, si era forse intrufolato all’interno travestito da Giorgia Meloni? Penosi. Soprattutto per l’aria saccente con cui venivano sciorinate queste evidenti panzane. Trovo più dignitose quelle trasmissioni che parlano di calcio mercaro, sparandole grosse e tutte sbagliate sui presunti nuovi acquisti di Roma e Juve, o la trasmissioni di gossip, quelle che ci svelano i dettagli sugli amplessi fra Raul Bova e la sua amante ventenne…
APPROFONDIMENTO 2: L’ESCLUSIONE DI BARBERO DA RAI STORIA
Sul web intanto impazzava la polemica sull’esclusione di Alessandro Barbero dalla direzione di Rai Storia, sostituito da un Mario Sechi qualunque. Scandalo! Tutti a dire che non si può mandare via il più grande divulgatore storico italiano, noto cattedratico e già docente di storia medievale all’Università del Piemonte Orientale, per sostituirlo con un giornalistucolo da strapazzo che di storia ricorda a malapena la data della scoperta dell’America (1492, ndr). Giusto, giustissimo! Peccato però che la notizia sia del tutto inventata. Nel senso che Alessandro Barbero non è mai stato il direttore di Rai Storia e Mario Sechi non ha ricevuto nessuna nomina a nuovo direttore di quella rete. Semplicemente sia l’uno che l’altro conducono alcune trasmissioni su quel canale. Punto. Intanto in rete ci si continua ad accapigliare sul tema…
APPROFONDIMENTO 3: PIPPO BAUDO
Lavorando in tv e avendo molti amici social che lavorano in tv, da due giorni sono sommerso da messaggi, post, video, foto, di gente che ha lavorato, conosciuto, amato, stimato, abbracciato Pippo Baudo e che – soprattutto – si è fatta a suo tempo un selfie o un video con lui e che ora ha qualcosa di indispensabile, di profondo e di originale da dire sul conduttore scomparso. Io no. Anche perché pensavo di non averlo mai visto di persona in vita mia Pippo Baudo. Poi, però, mi sono ricordato di averlo conosciuto pure io il Pippo nazionale, e di avere pure ricevuto un premio dalle sue mani: sul finire degli anni Novanta, per avere saputo promuovere al meglio l’immagine di Roma. Eravamo sul palco del teatro Parioli, padrone di casa Maurizio Costanzo. Non ho immagini della serata, anche se penso che da qualche parte esistano. Be’, nonostante ciò, continuo però a non avere nulla di profondo e originale da dire su Pippo Baudo e credo di poter vivere bene lo stesso. Come mai, quando muore qualcuno, si voglia per forza essere “protagonisti” di un qualunque funerale altrui, mi sfugge. Ma tant’è…

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