19 Gennaio 2026

Roma, corpi e parole per fermare il massacro di Gaza

Questa volta ho pensato davvero che non ce l’avrei fatta. Batteria scarica della fotocamera! Una distrazione imperdonabile che mi ha fatto riflettere non poco: sono più in grado di unirmi ad una manifestazione senza fare foto?
Non è stata la giornata del 7 giugno quella in cui cercare di rispondere e, con un ritardo che mi ha visto rincorrere il corteo lungo tutto il suo percorso, sono riuscita a raggiungere Piazza San Giovanni e le 300mila persone (secondo gli organizzatori) che sabato 7 giugno hanno risposto all’appello del Pd, M5S e Avs. E io che credevo che sarei arrivata dopo i fochi e invece ho trovato una piazza più che incandescente sotto molti profili.
In molte e molti hanno aderito all’appello promosso dagli organizzatori per fermare il massacro del popolo palestinese, per l’immediato cessate il fuoco, per l’entrata immediata degli aiuti umanitari e perché l’Italia assuma una posizione istituzionale contro il genocidio in corso.
Assenti le organizzazioni dei Giovani palestinesi, l’Udap, il Fronte della gioventù comunista, che in questo anno e mezzo hanno lottato perché il massacro dei palestinesi non fosse dimenticato, contestando all’attuale opposizione, politiche che hanno incrementato la vendita delle armi durante i loro di governi e una tardiva presa di posizione.
Una piazza carica di differenze ma che sotto la bandiera della Palestina ha saputo lanciare un appello fermo per la pace, per il riconoscimento della Palestina e contro ogni genocidio.

 

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