19.8 C
Roma
9 Maggio 2026

Il Cinema Palazzo di San Lorenzo ha riaperto. Non tutti festeggiano

Il 19 aprile lo storico edificio di piazza dei Sanniti ha inaugurato una nuova vita come polo culturale privato. Per gli ex occupanti, che per nove anni ne avevano fatto un bene comune, non è una rinascita: è una sostituzione.

Sabato 19 aprile, con una serata a ingresso libero e la proiezione di un film di Buster Keaton del 1928, ha aperto ufficialmente Palazzo San Lorenzo, la nuova vita dell’ex Cinema Palazzo di piazza dei Sanniti a San Lorenzo, occupato nel 2011 e sgomberato con la forza pubblica nel 2020. Centinaia di persone all’inaugurazione, Sabrina Guzzanti sul palco, un consigliere capitolino del Pd entusiasta. Tutto bene, quindi. O quasi.

Una storia lunga quasi cent’anni

Il cinema-teatro Palazzo aprì il sipario nel 1931. Colpito durante i bombardamenti del 1943, fu ricostruito nel dopoguerra. La sua è stata una storia dalle fortune alterne: negli anni Novanta divenne una sala da biliardo e poi un bingo, perdendo palco, platea, boccascena e schermo. Seguì un periodo di abbandono, fino a quando la proprietà non si accordò con la Camene SpA, società che ne voleva fare un casinò e centro scommesse.

Fu quella prospettiva a far scattare la molla. Il 15 aprile 2011 un gruppo di cittadini, artisti e associazioni di San Lorenzo occupò l’edificio, dando vita a quello che sarebbe diventato il Nuovo Cinema Palazzo: nove anni di programmazione culturale gratuita, assemblee aperte, concerti, proiezioni, teatro. Uno spazio che il Tribunale civile di Roma, nel 2012, definì nel suo linguaggio asciutto espressione di un interesse “politico, non patrimoniale o egoistica”, assolvendo gli occupanti dall’accusa. Ma nel novembre 2020, in piena pandemia, la polizia sgomberò tutto.

Una foto del periodo in cui il Cinema Palazzo era occupato

Il nuovo progetto

A portare avanti la nuova gestione è Luca Carinci, già fondatore dell’Alcazar a Trastevere, insieme a un gruppo di giovani imprenditori del settore dello spettacolo, che per il momento hanno ottenuto una concessione dalla proprietà dell’edificio – con un affitto di 10mila euro al mese – con la prospettiva di un possibile acquisto se le cose dovessero andare bene.

La programmazione cinematografica è affidata ad ArteSettima, collettivo di divulgazione che si occuperà di riportare il cinema d’autore nel quartiere attraverso rassegne tematiche e incontri. Durante il giorno, lo spazio accoglierà studenti universitari in un’aula studio, mentre un bar interno sarà attrezzato con un impianto hi-fi per l’ascolto di dischi in vinile, puntando a una socialità più lenta rispetto alla movida notturna. Per il teatro è già in calendario, il 22 maggio, lo spettacolo di Sabina Guzzanti, che nel 2011 era tra i dodici denunciati per l’occupazione, e che torna così in quella piazza.

Le voci critiche

Non tutti la vedono così. Gli ex occupanti del Nuovo Cinema Palazzo hanno pubblicato sui social un lungo testo in cui definiscono la riapertura non una rinascita ma “una sostituzione”: la trasformazione, scrivono, “di un bene comune in prodotto, di una comunità in pubblico, di una rivolta in evento.” E accusano chi, avendo vissuto quella storia, presta oggi la propria arte come simbolo di qualcosa che ne è la negazione.

Sulla stessa lunghezza d’onda lo scrittore Christian Raimo, che ha commentato così: “Finisce definitivamente, direi, la stagione dei beni comuni. Ci abbiamo creduto, poteva andare meglio, poteva andare peggio. Uno doveva diventare un bingo, l’altro un supermercato.” E ha ricordato Corrado Gemini, giovane attivista e acrobata che partecipò all’occupazione e morì in un incidente qualche anno dopo.

Il punto in discussione non è se il nuovo Palazzo San Lorenzo sia un progetto valido: la programmazione è seria, i nomi coinvolti credibili. Il problema, segnalato anche dal sito di news Fanpage, è che nella comunicazione della nuova gestione manca quasi del tutto la storia dell’occupazione: “il passato dell’edificio di piazza dei Sanniti è fatto sì di cultura, ma anche di attivismo e lotta contro la speculazione edilizia”.

Post correlati

L’Ama e il terribile aspirafoglie

Carlo Coronati

Il Palio delle Corse a Vuoto

Angelo Brunetti

Fantasmi del palcoscenico: noi siamo semi

Massimiliano Cacciotti

Perché le bambine restano indietro in matematica? Un’indagine (precoce) sul divario di genere

Luciano Canova

Addio, “Pitto”

Massimiliano Cacciotti

Ingarellati su Zerocalcare

Marino Galdiero

Lascia un commento