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Roma
15 Marzo 2026

Il dominio dell’obiettivo nell’opera del fotografo George Hoyningen-Huene, al Museo di Roma

Un viaggio nell’eleganza tra moda, arte e cinema attraverso l’obiettivo di George Hoyningen-Huene: in mostra a Palazzo Braschi oltre 150 scatti, dai ritratti di Chanel e Cocteau a Sophia Loren e Rita Hayworth.

Principessa Natasha Paley
La principessa Natasha Paley

Nella sontuosa cornice di Palazzo Braschi, fino al 19 ottobre, si possono ammirare le opere di George Hoyningen-Huene, grazie alla collaborazione tra i curatori e l’omonimo Archivio svedese di Stoccolma. Considerato uno dei pionieri della fotografia di moda, Hoyningen-Huene (1900-1968) testimoniò negli anni Trenta la trasformazione e per certi aspetti la nobilitazione dell’arte fotografica in Europa e negli Stati Uniti, utilizzando tutti gli strumenti (dalla scelta dell’obiettivo al ritocco) messi a disposizione da una tecnica in costante sviluppo.
Nato a San Pietroburgo, figlio di una benestante americana e di un barone estone, dopo la Rivoluzione d’Ottobre fugge con la famiglia prima a Londra e in seguito a Parigi, dove entra a far parte della cerchia di Man Ray e inizia a frequentare gli artisti Salvador Dalì, Lee Miller, Pablo Picasso, Paul Eluard e Jean Cocteau, alcuni dei quali ritratti in opere presenti in mostra.

Influenzato nei primi tempi dallo stile delle case di alta moda di Parigi (Chanel, il cui ritratto è qui esposto, Balenciaga, Schiaparelli e Cartier) Huene diviene capo-fotografo di “Vogue Francia” dal 1926 al 1936, imponendosi come autore geniale e innovativo.

Il visitatore viene introdotto alla mostra passando in una prima sala, in cui sono esposti appunti e notazioni relative alle opere di Huene, per poi scoprire l’atmosfera parigina degli anni Trenta nella sezione “Tra jazz e ballets russes” con foto scattate ai “Ballets Russes” di Diaghilev, ai costumi disegnati da Giorgio de Chirico e indossati da Serge Lifar e Olga Spessivtzeza, fino alla maliziosa Josephine Baker che danza al ritmo del jazz.
Dopo una sezione dedicata alla “moda mare”, si giunge alla sala “Riflessi di antichità” che testimonia l’attrazione di Huene per la bellezza ideale, qui riproposta in una serie di scatti dove l’utilizzo del chiaroscuro, i corpi avvolti da drappeggi e la postura scultorea creano un’atmosfera unica.

Drappeggi
Drappeggi scultorei

Non potevano mancare i viaggi e per questo compaiono la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, la Grecia, immortalate e pubblicate nei suoi cinque libri: “African Mirage” (1938); “Hellas” (1943); “Egitto” (1943); “Patrimonio messicano” (1946) e “Baalbek/Palmyra” (1946).
Una ricca sezione è dedicata al nudo maschile, tra classico e moderno, soggetto interpretato nella sua plasticità grazie alla cura perfezionistica della composizione e all’utilizzo di luci diffuse che permisero a Huene di far apparire en plein air degli scatti realizzati in studio. E’ questo il periodo che precede il suo trasferimento a New York (1936) nella redazione di “Harper’s Bazaar”; dieci anni dopo è a Hollywood con George Cukor: ritrova gli amici Man Ray e Max Ernst e si afferma come ritrattista dei divi e consulente per il colore nei film dello stesso Cukor. Risale a questo periodo la storica foto che ritrae Huene mentre riprende, dall’alto di una scala, l’attrice Rita Hayworth.

Hayworth and Huene
Huene e Hayworth

Le sorprese non terminano qui: dopo il ritratto di un giovane Jean Cocteau eseguito nel 1930, la mostra prosegue con una sala dedicata a Lee Miller, protagonista di “Sangue di un poeta”, pellicola diretta dallo stesso Cocteau, in cui la Miller -già modella per “Vogue”- interpreta una dea moderna, prima di divenire, lei stessa, fotografa e successivamente reporter di guerra.
Di particolare interesse è la sala dedicata a Hollywood, in cui sono presenti i ritratti di Ingrid Bergman, Charlie Chaplin, Greta Garbo, Ava Gardner e Katharine Hepburn (realizzati tra il 1954 e il 1963) e di una sfolgorante Sophia Loren in “Il diavolo in calzoncini rosa” e “Olympia”. Tanto la Loren venne colpita da Huene che gli scrisse, nel 1961: “Spero che vedrai prestissimo il mio film italiano ‘La ciociara’ e apprezzerei molto se mi scrivessi il tuo parere personale perché ci tengo moltissimo”.
La mostra costituisce un’esposizione rara, esaustiva e mai noiosa (anzi) che appassiona e diverte.

“George Hoyningen-Huene. Art.Fashion.Cinema”, Museo di Roma, Palazzo Braschi, dal martedì al venerdì. Fino al 19 ottobre 2025.

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