Dal 26 settembre al 5 ottobre la XVI edizione del Festival trasforma la capitale in un laboratorio di racconti, geografie e immaginari, tra incontri, mostre e premi.

Roma diventa porto, piazza e mappa del mondo. Con il tema “Isole, Mare, Oceani”, il Festival della Letteratura di Viaggio 2025 invita lettori, viaggiatori e curiosi a esplorare il pianeta attraverso le parole, le immagini e le storie di chi lo attraversa. Dieci giorni di appuntamenti, anteprime, camminate urbane e laboratori per capire il presente e immaginare il futuro del viaggio.
Il programma si è aperto già dal 13 settembre con anteprime diffuse. Tra gli eventi di spicco nell’ambito del festival vero e proprio, la lettura scenica di Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo a Ostia, un torneo letterario, e incontri dedicati al razzismo sistemico e alle narrazioni del Mediterraneo. In parallelo, mostre fotografiche e fumetti d’autore racconteranno l’immaginario del viaggio, tra cui “La Grande Avventura. Da Ulisse a Corto Maltese”, omaggio a Hugo Pratt e al mito del mare.
Non solo libri. Il Festival propone laboratori e passeggiate urbane per osservare Roma con occhi nuovi, scoprendo storie, paesaggi e architetture attraverso la lente del viaggio. Incontri con autori, giornalisti, artisti e studiosi permetteranno di discutere di turismo sostenibile, geopolitica dei mari, crisi ambientale e nuove forme di narrazione.
Come da tradizione, saranno assegnati riconoscimenti importanti: il Premio Kapuściński per il reportage, nazionale e internazionale, e la Navicella d’Oro per la scrittura, il giornalismo e l’arte del viaggio.
Le sedi del Festival sono diffuse tra la Società Geografica Italiana, la Biblioteca Nazionale Centrale, i Giardini di Villa Celimontana, il Museo delle Civiltà e altri luoghi della città. Gli incontri saranno moderati da Tommaso Giartosio e Graziano Graziani, voci note del panorama culturale italiano.
Il Festival della Letteratura di Viaggio non è solo un calendario di eventi, ma uno spazio di confronto tra culture e generazioni. Un invito a rallentare, ascoltare e guardare il mondo con occhi diversi, scoprendo che viaggiare è prima di tutto un modo per pensare.
