Apre il 13 dicembre la mostra “New Vision from Old Master – Il Neomanierismo Africano”, ospitata dalla Black Liquid Art Gallery (Via Piemonte 69) e curata da Antonella Pisilli. Fino al 31 gennaio 2026, dal mercoledì al sabato (12–19), una selezione di opere realizzate da alcuni tra i più interessanti protagonisti dell’arte africana contemporanea: Chéri Samba, Aboudia, John Madu, Cristiano Mangovo, Islimael Armarh, Olamilekan Abatan, Amani Bodo, Mfundo Mthiyane, Joseph Chiemerie, e Henry James, Liby Lougue, e Roberto Pare.
L’idea dichiarata della mostra è stimolare un dialogo con la tradizione: gli “antichi maestri” non come guide da venerare, ma come interlocutori — da attraversare, reinterpretare, trasformare. Le opere esposte — a tratti ironiche, liriche, tecnicamente raffinate o volutamente disarmoniche — fanno emergere un linguaggio inedito: un “neomanierismo” che mescola memoria, citazione, reinvenzione formale.
La mostra nasce con l’intento di fare dialogare passato e presente non come stagioni successive, ma come forze capaci di interpellarsi vicendevolmente. L’idea di “neomanierismo africano” – evocata nel titolo – suggerisce una pratica che non si limita a copiare modelli tradizionali, ma li attraversa, li trasforma, li reinventa. Questa prospettiva appare particolarmente importante in un momento in cui l’arte africana contemporanea conquista spazi internazionali sempre più visibili, rompendo vecchi stereotipi. Iniziative come questa permettono a un pubblico generalista – anche in Europa, anche a Roma – di conoscere un mondo artistico spesso poco frequentato, ricco di storie, sguardi ed esperienze diverse.
Nel contesto attuale, dove le geografie della creazione e dello sguardo si stanno ridefinendo, la mostra può essere letta come un invito alla curiosità, all’ascolto e all’apertura: non con l’assillo dell’autenticità o della “diversità esotica”, ma con la consapevolezza che l’arte — ovunque e comunque — è spazio di sperimentazione, di ibridazione, di dialogo.
Chéri Samba
La sua cifra distintiva è un “racconto visivo” che unisce pittura figurativa a testi – spesso in francese o lingala – con fumetti e bolle narrative, per trasmettere riflessioni su vita quotidiana, società, politica, identità
Le sue opere sono parte di collezioni prestigiose come quelle del Centre Georges‑Pompidou di Parigi e del Museum of Modern Art di New York.
Aboudia
Aboudia — nome d’arte di Abdoulaye Diarrassouba — è un pittore della Costa d’Avorio, nato nel 1983, che vive e lavora tra Abidjan e New York. Formatosi all’Institut des Arts di Abidjan (diplomatosi nel 2005), ha iniziato a farsi conoscere su scala internazionale durante il conflitto del 2011 in Costa d’Avorio, quando il suo studio fu minacciato.
I suoi lavori, esposti in gallerie di numerose città tra Europa, Africa e America — Basilea, Miami, New York, Singapore, Hong Kong — testimoniano un percorso di grande apertura verso il dialogo globale dell’arte contemporanea.
Olamilekan Abatan
Nella sua recente mostra sempre alla Black Liquid Art Gallery — dal titolo “ÀAÀ, Àwòrán Aláṣejù Àṣà” — Abatan ha mostrato la sua capacità di reinterpretare la tradizione classica occidentale, fondendola con i simboli e le estetiche africane. Il risultato è un linguaggio pittorico che unisce iperrealismo, riferimenti barocchi e identità culturale, rendendo le sue opere potentemente simboliche, al tempo stesso contemporanee e radicate nelle sue origini.

