13 Febbraio 2026

Il nuovo Biciplan di Roma: le performance del passato non sono garanzia di rendimenti futuri

Il nuovo Biciplan di Roma promette 1244 km di ciclabili in dieci anni, ma i risultati del passato e i ritmi di realizzazione attuali sollevano dubbi sulla reale fattibilità del piano.

[Questo post è stato pubblicato originariamente sul blog Benzina Zero]

Il 7 luglio 2025 è stato presentato il nuovo Biciplan di Roma (sopra, il video della presentazione). Poiché è la capitale, dovrebbe dare l’esempio e tirare la volata a tutto il paese e a tutte le città italiane.
Purtroppo, come scrivono nella documentazione illustrativa dei piani di investimento, dei fondi pensione e dei fondi comuni, le performance del passato non sono garanzia di rendimenti futuri.

Soprattutto perché le performance del passato in fatto di ciclabilità, mobilità e gestione del traffico a Roma non sono mai state un gran che. La spirale negativa del traffico romano è iniziata negli anni 30 con lo smantellamento di molte linee tramviarie, proseguito poi negli anni 50 e 60.

Dal secondo dopoguerra in poi nessun sindaco, per ora, è riuscito a invertire la tendenza romana all’automobilismo selvaggio. La situazione odierna vede circa 650 automobili private ogni mille abitanti (quasi un’automobile per ogni residente adulto), a cui si aggiungono centinaia di migliaia di motocicli e scooter come soluzione privata all’immobilismo automobilistico.

A Roma, in proporzione agli abitanti, ci sono il doppio delle auto private presenti in molte grandi capitali europee.

Qui l’analisi del Biciplan Roma 2025 secondo l’Associazione Salvaiciclisti Roma:

‘La presentazione del Biciplan romano, presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, alla presenza del Sindaco Gualtieri, dell’Assessore alla Mobilità Patanè e della Presidente di Roma Servizi per la Mobilità Anna Donati ci impone delle riflessioni importanti sul futuro della ciclabilità di questa città. 
Sono stati annunciati 1244 (sì, 1244!) km di nuove ciclabili in dieci anni
185 km entro due anni, altri 265 km entro 5, altri 794 km entro 10. Una cifra che come Associazione e attiviste non avremmo mai neanche lontanamente immaginato e sperato. E fin qui tutto bene. Salvo alcune considerazioni. 

Prima considerazione: il punto di partenza del conteggio dei km ciclabili utilizzato da questa Giunta, 330km, include anche i 120 km di percorsi nel verde. Niente di strano, lo hanno fatto anche le altre. Ma noi abbiamo sempre insistito che non fosse così. Perché un parco non è un’infrastruttura ciclabile. Ci possono andare le bici, è vero. Ma le bici possono andare anche sul resto degli 8500 km di strade romane, a parte dove espressamente vietato (GRA, tangenziale, ecc.). Questo primo presupposto è un falso ideologico. 

Seconda considerazione: negli ultimi 15 anni abbiamo avuto 4 biciplan: il PQC (2012), 1000km; il PUMS (2018), 293 km; il PSC (2020), 150 km; e il Biciplan (2025), 1244 km. 

Se confrontiamo queste “promesse” con la realtà, ci scontriamo con i 46 km dei cinque anni di Giunta Raggi e coi 18 km realizzati finora dalla giunta Gualtieri. Se hai fatto 18km in tre anni, vale a dire 0,5 km al mese, e annunci di voler fare 185 km in due anni, vale a dire 7,7km al mese, significa accelerare il ritmo di realizzazione di 15 volte. Salvaiciclisti si preoccuperà di monitorare nel tempo l’andamento di questa accelerazione, tenendo conto del fatto che l’ipotetica chiusura della rete ciclabile, secondo il piano, ci sarebbe solo nel 2030, con il rischio nel frattempo di una rete “a macchia di leopardo”. 

Terza considerazione: il costo stimato dell’intero piano è di 465.503.556€, vale a dire 374.199€ al chilometro. Si tratta di un coefficiente molto alto, sia in termini di costi che di tempi. Questo lascia supporre una progettazione di ciclabili in sede propria, destinate a durare, munite di cordoli in marmo o gomma, e non di “due strisce per terra”. Ci sta benissimo, a patto che non si invadano i marciapiedi. Ma questo comporta inevitabilmente tempi più lunghi di cantierizzazione, che si conciliano difficilmente coi 7,7km al mese annunciati dal piano. 

Quarta considerazione: siamo felicissimi del fatto che nel Biciplan si sia parlato finalmente in maniera esplicita di Bicipolitana. O forse dovremmo chiamarla Ciclopolitana, dato che la mappa proiettata ieri è quella fornita nel 2022 da Salvaiciclisti Roma, per un lavoro commissionato da RSM e mai realizzato, per poi essere presentato ieri con un nome, un logo e un’identità visiva diversi. 

Come Salvaiciclisti Roma siamo e saremo sempre disponibili a mettere idee, linfa vitale e progettualità al servizio del futuro ciclabile di questa città, ma auspichiamo che il coinvolgimento riguardi in futuro anche la fase attuativa. 

 

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