19.8 C
Roma
10 Maggio 2026

Il riscatto di Ostia passa per il pallone?

Trentacinque anni di attesa, un gol di Badje, centinaia di tifosi sul Pontile e un presidente, Daniele De Rossi, commosso in diretta su Dazn. L’Ostiamare è in Serie C, e Ostia per una volta fa notizia per le ragioni giuste.

Trentacinque anni. Tanto ha dovuto aspettare l’Ostiamare per tornare in Serie C, nel calcio che conta. L’attesa è finita domenica 26 aprile 2026, con una vittoria sul Termoli e il contemporaneo passo falso dell’Ancona, che ha consegnato la matematica promozione con una giornata di anticipo sulla fine del campionato. Il gol di Ismaila Badje, i cori dei tifosi, le sciarpe viola al vento sul Pontile di Ostia: una domenica destinata a entrare nella memoria sportiva del litorale romano.

A rendere la storia ancora più bella c’è il nome di chi sta dietro a tutto questo. Daniele De Rossi, “figlio” di Ostia, ex capitano della Roma e della Nazionale, oggi allenatore del Genoa in Serie A, aveva acquistato l’Ostiamare nel gennaio 2025. Non come capriccio da ex calciatore arricchito, ma come progetto dichiaratamente sociale e sportivo: dalla scuola calcio dei bambini fino alla prima squadra, con l’ambizione di ridare un’identità calcistica a un territorio che ne aveva bisogno. Ha ereditato una situazione complicata, e in poco più di un anno ha trasformato tutto.

Ieri sera, dopo la sconfitta del suo Genoa contro il Como, De Rossi ha preso un aereo per Roma e raggiunto il litorale. Al suo arrivo, centinaia di tifosi lo attendevano davanti al Pontile. Lui li ha salutati dal pullman della squadra, con gli occhi lucidi, prima di andare a cena con i giocatori. Pochi minuti prima, in diretta su Dazn, aveva già ceduto all’emozione: “Sono felicissimo, per Ostia, per tutti noi. Non vedo l’ora di andare dagli altri miei ragazzi”. Sua moglie, dalla tribuna del Genoa, gli aveva detto per scherzo che non erano stati promossi. Lui per un momento ci aveva creduto.

La promozione ha un significato che va ben oltre i tre punti e il salto di categoria. Ostia è uno dei territori della periferia romana di cui si parla quasi sempre per le ragioni sbagliate: la criminalità organizzata, le tensioni sulle spiagge, le inchieste giudiziarie che negli anni hanno fotografato un quadro difficile. Il calcio non risolve nulla di tutto questo, ma può cambiare la narrazione, o almeno affiancarla con qualcosa di diverso. “La promozione è una grande notizia per Ostia e per tutta Roma”, ha detto il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando come il risultato arrivi in un momento di rilancio del territorio fondato su legalità, qualità degli spazi e nuove opportunità.

Anche Alessandro Onorato, assessore allo Sport e al Turismo di Roma Capitale – originario di Ostia, che da ragazzo ha giocato proprio nell’Ostiamare – ha commentato con parole che suonano più personali che istituzionali: “È il sogno di Ostia che oggi festeggia un risultato incredibile. Solo De Rossi, figlio di Ostia, avrebbe potuto realizzare tutto ciò”. E ha annunciato un invito ufficiale in Campidoglio per festeggiare la promozione insieme all’amministrazione, con la promessa di seguire passo dopo passo il progetto per dotare la società di un impianto moderno.

Per Roma, il momento è anche calcisticamente rilevante. La città può contare su Roma e Lazio in Serie A – con i giallorossi che stanno vivendo una stagione di alto livello sotto Gasperini – e da oggi su una terza squadra tra i professionisti. L’Atletico Lodigiani, l’altra storica squadra della periferia romana, milita ancora in Serie D: il confronto con il percorso dell’Ostiamare è inevitabile, e forse stimolante. L’Ostiamare in Serie C non è la stessa cosa di Totti o Nesta, è ovvio. Ma è qualcosa di reale, radicato, costruito dal basso, e per questo, forse, vale ancora di più.

Post correlati

Che fine hanno fatto gli ecologisti a Roma?

Massimiliano Di Giorgio

Occasione mancata!

Maurizio Pignotti

Ciaccheri: W le primarie, ma serve una mossa

Marino Galdiero

Ostia, quel sogno spezzato dal fascismo

Massimiliano Di Giorgio

Il candidato della “speranza smarrita”

Massimiliano Di Giorgio

Il sovranismo alimentare è una bufala

Massimiliano Di Giorgio

Lascia un commento