Dall’8 al 10 maggio la XXI edizione del festival internazionale dedicato al cinema lesbico e femminista. Si apre con il restauro in 4K di “When Night is Falling”, capolavoro canadese del 1995. La dedica è a Edda Billi, figura storica del femminismo italiano scomparsa quest’anno.
Tre giorni di cinema, incontri e politica al Cinema Nuovo Sacher . Dall’8 al 10 maggio torna Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women, giunto alla sua ventunesima edizione. Organizzato dall’Associazione Culturale Visibilia, il festival è da anni uno dei pochi spazi in Italia dedicati al cinema indipendente delle donne, con un’attenzione esplicita alle narrazioni ancora marginalizzate nei circuiti mainstream.
La XXI edizione è dedicata a Edda Billi, scomparsa nel 2026 a 93 anni. Attivista, teorica e poetessa, lesbica dichiarata, ha attraversato più di cinquant’anni di lotte femministe in Italia: tra i suoi contributi, la fondazione del Centro di Studi e Iniziative “Alma Sabatini”, la partecipazione all’occupazione di Via del Governo Vecchio e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma. Una figura che il movimento conosce bene, ma che i libri di storia faticano ancora a riconoscere pienamente.
La serata inaugurale di venerdì 8 maggio, alle 20, prevede la proiezione evento di “When Night is Falling” di Patricia Rozema, nella versione restaurata in 4K. Il film canadese del 1995 è considerato un punto di riferimento nella rappresentazione del desiderio femminile nel cinema indipendente: a trent’anni dall’uscita, arriva per la prima volta in Italia in questa versione restaurata. È una scelta che dice qualcosa sul festival: non solo presentare il nuovo, ma recuperare e preservare una memoria cinematografica che rischia di andare dispersa.
Tra i titoli più attesi, la prima italiana del documentario “A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot” di Annie Laurie Medonis, che sarà presente al festival insieme alla produttrice associata Julie Zimmermann. Il film racconta la storia del Bloodroot di Bridgeport, Connecticut: ristorante vegano, libreria e spazio di resistenza femminista e lesbica rimasto aperto per quasi cinquant’anni, chiuso dopo la scomparsa di una delle sue fondatrici.
In cartellone altri tre lungometraggi. “Hot Milk”, diretto da Rebecca Lenkiewicz, produzione anglo-greca con Emma Mackey e Fiona Shaw, segue una giovane donna che scopre l’amore e la libertà in Spagna. “Des preuves d’amour,” presentato al Festival di Cannes 2025 e debutto nel lungometraggio della regista francese Alice Douard, affronta il tema del riconoscimento legale della maternità non biologica attraverso la storia di una coppia in attesa di una figlia. “The Queen of My Dreams”, commedia drammatica pakistano-canadese scritta e diretta da Fawzia Mirza, segue una giovane lesbica musulmana costretta a fare i conti con la propria famiglia e la propria identità tra Canada e Pakistan.

Il festival dedica anche uno spazio specifico al cortometraggio italiano, con una selezione di opere e un panel intitolato “Senza chiedere il permesso”: i female gazes (cioè gli sguardi femminili) nel cortometraggio italiano contemporaneo, moderato da Domizia De Rosa di WIFTM Italia, con le registe Giulia Cosentino, Perla Sardella, Bianca Arnold, Moss Berke, Anna Coccoli e l’attrice Dharma Mangia Woods.
Il claim della XXI edizione è The Power of Love: una visione dell’amore – tra donne, per la libertà, come pratica di autodeterminazione – come forza politica capace di sovvertire le strutture del potere. In un momento in cui i diritti conquistati sembrano ovunque messi in discussione, rivendicare questo spazio ha dunque un significato preciso. Testimonial dell’edizione è Federica Rosellini, regista, drammaturga e performer, due premi UBU, fondatrice della compagnia Ariel dei Merli e direttrice del Festival delle Colline Torinesi.
Per accedere al festival è necessaria la Tessera 2026 dell’Associazione Culturale Visibilia APS. Tutte le informazioni su www.immaginariaff.it.
