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Roma
11 Febbraio 2026

Inizio timido per i 30 km a Roma

Il limite di velocità a 30 chilometri orari entra in vigore nel Centro storico, ma riguarda solo la ZTL del I Municipio: un primo passo, prudente, in una città che resta lontana dai modelli europei.

Dal 15 gennaio 2026 è ufficialmente partita a Roma la “Zona 30” all’interno della ZTL (Zona a traffico limitato) del Centro storico: il limite di velocità per tutti i veicoli nei varchi di traffico limitato del cuore della capitale è stato fissato uniformemente a 30 chilometri all’ora, senza eccezioni anche sulle arterie più ampie come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello o il Traforo.

La misura, annunciata come un passo verso una maggiore sicurezza stradale e vivibilità urbana, arriva dopo l’esempio di altre città italiane ed europee. A Bologna una simile riduzione dei limiti ha coinciso, secondo la stessa amministrazione comunale della città emiliana, con una diminuzione degli incidenti e dei decessi stradali. Ma rispetto a Bologna o ad alcune grandi città europee che negli ultimi anni hanno esteso il limite di 30 km/h a gran parte del loro tessuto urbano, nella Capitale la misura riguarda appunto, almeno per il momento, solo la ZTL Centro: un’area relativamente ridotta rispetto all’intera città, concentrata nel I Municipio, nella quale il divieto di circolazione per i veicoli non autorizzati è in vigore dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18, con la possibilità di variare nei periodi festivi o in occasioni speciali.

Il perimetro della ZTL Centro, costituito da strade e piazze esterne all’area a traffico limitato, comprende piazzale Flaminio, viale del Muro Torto, piazzale del Brasile, via di Porta Pinciana, via Ludovisi (nel tratto tra via Francesco Crispi e via Cadore), via Cadore, via Liguria (tra via Cadore e via Vittorio Veneto), via Vittorio Veneto (tra via Liguria e via Bissolati), via Bissolati, largo di Santa Susanna, via Vittorio Emanuele Orlando, piazza della Repubblica, via Luigi Einaudi, largo di Villa Peretti, via del Viminale (tra largo di Villa Peretti e via Principe Amedeo), via Principe Amedeo (tra via del Viminale e via Massimo d’Azeglio), via Massimo d’Azeglio (tra via Principe Amedeo e via Torino), via Urbana (tra via Torino e piazza dell’Esquilino), piazza dell’Esquilino, via Cavour (tra piazza dell’Esquilino e via degli Annibaldi), via degli Annibaldi, largo Gaetana Agnesi, via Nicola Salvi, piazza del Colosseo, via Celio Vibenna, via di San Gregorio (tra via Celio Vibenna e piazza di Porta Capena), via dei Cerchi (tra piazza di Porta Capena e via di San Teodoro), via di San Teodoro, area del Foro Romano, via della Consolazione, piazza della Consolazione, vico Jugario, via del Foro Olitorio, piazza di Monte Savello, Lungotevere de’ Cenci, Lungotevere dei Vallati, piazza di San Vincenzo Pallotti, Lungotevere dei Tebaldi, largo Perosi, Lungotevere dei Sangallo, via Acciaioli, via Paola, piazza di Ponte Sant’Angelo, Lungotevere Tor di Nona, piazza di Ponte Umberto I, Lungotevere Marzio, piazza del Porto di Ripetta, Lungotevere in Augusta (nel tratto compreso tra piazza del Porto di Ripetta e la carreggiata ovest della Passeggiata di Ripetta), Passeggiata di Ripetta (carreggiata ovest), via della Penna (tra Passeggiata di Ripetta e via Principessa Clotilde), via Principessa Clotilde e via Luisa di Savoia (tra via Principessa Clotilde e piazzale Flaminio).

 

Una partenza senza numeri

Il Comune di Roma non ha fornito dati precisi sull’incidentalità interna alla ZTL. Le statistiche sugli incidenti stradali comunali o nazionali non distinguono tra quelli avvenuti all’interno della ZTL e quelli che avvengono nel resto della città. Quel che si sa è che il I Municipio, che include l’area della ZTL Centro, risulta tra i territori cittadini con il maggior numero di incidenti registrati nel 2024, secondo i dati di polizia locale e Osservatorio sulla sicurezza stradale. Gli effetti reali della nuova limitazione di velocità saranno valutabili solo nei prossimi mesi, una volta che la fase di “assestamento” e l’aumento dei controlli saranno pienamente operativi.

Secondo uno studio di Roma Servizi per la Mobilità “alla luce degli esiti delle analisi trasportistiche, ambientali e di sicurezza sviluppate nel presente documento, l’introduzione della Zona 30 all’interno della ZTL Centro Storico di Roma si configura come una misura ad elevata efficacia, in quanto capace di produrre benefici significativi e documentabili in tutti gli ambiti considerati – dalla sicurezza stradale alla qualità dell’aria, dalla regolarità del servizio di trasporto pubblico alla promozione della mobilità attiva – senza determinare impatti critici o penalizzazioni strutturali per la funzionalità della rete urbana”.

Alla luce di questi pochi elementi, le polemiche politiche che hanno accompagnato l’avvio della Zona 30 appaiono in larga parte di maniera. Centrosinistra e centrodestra si sono contrapposti su una misura che, almeno per ora, è circoscritta a un’area limitata e priva di un solido corredo di dati pubblici sugli incidenti stradali all’interno della ZTL. Se l’obiettivo dichiarato è ridurre la sinistrosità – soprattutto quella che coinvolge pedoni e utenti più vulnerabili – e contribuire anche al contenimento delle emissioni climalteranti, il limite dei 30 chilometri orari va nella direzione indicata dalle esperienze di molte città europee. Più che ideologica, la questione sembra dunque di scala e di coraggio politico: semmai, finora, il Campidoglio è apparso eccessivamente prudente, scegliendo un’applicazione parziale e simbolica di una misura che avrebbe bisogno di essere più estesa per produrre effetti significativi.

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