Dai sensori per la sicurezza dei ponti ai chatbot per la privacy domestica, fino alle suole per camminare nel metaverso: le eccellenze capitoline alla fiera dell’elettronica da consumo di Las Vegas, il CES, ridisegnano soprattutto il rapporto tra persone e tecnologia, anche grazie all’AI.
Dimenticate per un attimo il traffico del Raccordo o la flemma sorniona dei sanpietrini. C’è una Roma che corre, e lo fa nel deserto del Nevada. Tra le luci psichedeliche e il rumore bianco del CES di Las Vegas, la più importante fiera di elettronica da consumo al mondo, l’edizione 2026, che si è conclusa nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di una nutrita pattuglia capitolina.
Nove startup romane hanno provato a dimostrare che il “Made in Rome” oggi non è solo pasta, vino e location cinematografiche, ma anche chip, droni e intelligenze artificiali. Ecco chi sono le protagoniste che hanno acceso i riflettori sull’Eureka Park, l’area della fiera dedicata agli ospiti inernazionali.
La città che si cura da sola: Aida Innovazione e IntelligEarth
Il monitoraggio delle infrastrutture è una faccenda seria, specialmente in un Paese con migliaia di ponti e gallerie come l’Italia. Aida Innovazione ha portato a Las Vegas una piattaforma che trasforma sensori e dati grezzi in “manutenzione predittiva”: in pratica, le strade dicono ai tecnici dove iniziano a soffrire prima che si veda a occhio nudo.
Sulla stessa scia, ma con un tocco più “social”, si muove IntelligEarth. Nata all’ombra della Sapienza e incubata dall’ESA, la sua piattaforma ProteGO trasforma gli smartphone in strumenti diagnostici. Grazie alla “citizen science”, volontari e personale formato diventano una rete di sentinelle del patrimonio culturale. Il risultato? Costi abbattuti del 70%. Perché l’AI, se condivisa, protegge meglio la bellezza.
Privacy e Design: l’AI “domestica” di Cybertec
Mentre il mondo trema per i dati inviati nel cloud, Cybertec propone ComputArte. È un home server che sembra un pezzo d’arredamento di lusso (e lo è, grazie a un sistema di raffreddamento brevettato), ma nasconde un’AI totalmente locale e privata. Gestisce la casa e la telemedicina senza che un solo bit varchi la soglia del router. La privacy, insomma, diventa un oggetto da esposizione.
Piedi nel virtuale e mare intelligente: Go-Oz e Chimera Tech
Se avete mai provato un visore VR, conoscete il “mal di movimento”. Go-Oz lo risolve… con le scarpe. Le suole basculanti traducono il movimento naturale dei piedi in spostamenti nel metaverso, liberando le mani e lo stomaco.
Dalle scarpe alle barche: Chimera Tech ha presentato SmartSailor. Immaginate un assistente di bordo che incrocia i dati tecnici della vostra barca con quelli del mare in tempo reale. Non è solo navigazione, è un modo per rendere il diportismo più sicuro e sostenibile, riducendo gli sprechi e prevedendo i guasti al motore.
L’AI che lavora “dietro le quinte”: Elai e NextRender
Per chi mastica dati, Elai è la bacchetta magica: un agente autonomo che pulisce dataset disordinati e crea modelli predittivi da solo. È l’operaio specializzato della data science che ogni azienda vorrebbe. E se il problema è la potenza di calcolo? Ci pensa NextRender, che offre una “nuvola” di GPU on-demand. Perfetto per piccoli studi di animazione o artisti 3D che non possono permettersi server da migliaia di euro, ma vogliono comunque risultati degni di Hollywood.
Igiene e Spazio: Nextsense e RAME
In un mondo post-pandemico, Nextsense gioca la carta Charlie&Greta: prodotti per animali domestici che si auto-sanificano grazie ai LED Biovitae (senza UV dannosi). Un modo per tenere virus e batteri fuori dalla porta, monitorando anche la salute dei nostri amici a quattro zampe via AI.
Infine, per chi guarda letteralmente alle stelle, c’è RAME. Il suo gioiello è un multiplexer 5G miniaturizzato (pesa meno di 50 milligrammi) nato da un progetto ESA. È il “ponte” che permette di collegare senza interruzioni reti terrestri e satellitari. Piccolo come un chicco di riso, ma fondamentale per le telecomunicazioni del futuro.

