Una pagina Facebook promette abbonamenti gratuiti Atac per sei mesi, ma dietro c’è un sito sospetto che chiede dati e pagamento: il rischio è la truffa.
In quel complicato guazzabuglio che è ormai la timeline di Facebook, social oggi frequentato soprattutto da un pubblico maturo, accanto al numero crescente di pubblicità che sfruttano i volti e i nomi di probabilmente ignari personaggi tv, che reclamizzano servizi di escort o propongono di seguire discutibili influencer e content creator, è spuntata anche quella che sembra da lontano una piccola truffa ai danni di Atac e dei suoi utenti.
La pagina Facebook “Trasporti pubblici a Roma” è stata creata il 31 agosto, e ospita soltanto questo post, con una decina di commenti, ma tutti di utenti con nome stranieri, che però magnificano l’offerta. L’indirizzo email fornito sulla pagina, Romatrans@info.com, non esiste. Il numero indicato, un cellulare, è inesistente.

Il post annuncia che 500 utenti possono vincere una carta di trasporti gratuita per 6 mesi, pagando solo le spese di spedizione (2,35 euro). La carta sarebbe stata emessa per i 25 anni di Atac: peccato che l’azienda esista dal 1909 (durante il fascismo si chiama Atag, ma riprese il nome originale nel Dopoguerra).
Il post rimanda non al sito Atac (anche se la grafica è simile, con voci di menù che però non sono cliccabili, come “L’azienda”, “Percorsi e orari” etc), come sarebbe logico attendersi se si trattasse di un’iniziativa collegata all’azienda di trasporto, ma a Playwithnexus.com. Si tratta di un indirizzo web registrato in Islanda all’inizio di marzo del 2025, secondo le informazioni di Scamdoc, che analizza siti sospetti e possibili minacce informatiche.
Una volta nel sito, bisogna rispondere a tre domande (“Conosci Atac””, “Hai mai utilizzato i nostri servizi?” e poi “Con quale frequenza viaggi?, a cui però si risponde con un sì o un no…) e si passa a un’altra pagina con una serie di scatole regalo, all’interno delle quali c’è l’immagine della tessera premio. Se “hai vinto”, vieni indirizzato su una pagina da riempire con i dati per la spedizione. E infine, si arriva al modulo di pagamento, dove si può scegliere se pagare con Visa, Mastercard o un altro sistema l’importo di 2,35 euro.

Ho chiesto all’ufficio stampa di Atac (via email e lasciando anche un messaggio nella segreteria telefonica) un commento sulla vicenda, senza però ricevere alcuna risposta. Non è stato possibile contattare l’ufficio stampa di Meta, l’azienda che controlla Facebook. Ma, utilizzando lo specifico pulsante del social network, ho segnalato che si tratta di un probabile caso di frode o truffa.
