In un articolo su il manifesto del 23 agosto 2025 (che si può leggere gratuitamente, basta registrarsi), Antonio Floridia descrive il Partito Democratico come un “partito in franchising”, in cui la direzione nazionale conserva il marchio mentre le strutture locali operano con ampia autonomia, creando un dualismo che riduce il ruolo degli iscritti nella scelta dei vertici e alimenta una selezione avversa dei dirigenti. Questo modello produce uno squilibrio tra la legittimazione popolare diretta, esemplificata dall’elezione di Elly Schlein, e una “feudalizzazione” interna che consolida i poteri territoriali, senza tradursi in un reale aumento di iscritti. Floridia propone due vie d’uscita: organizzare una corrente che mobiliti concretamente i sostenitori attraverso nuove adesioni e avviare un congresso tematico entro pochi mesi, capace di affrontare i dossier politici principali e di riattivare il coinvolgimento degli iscritti. L’analisi è interessante perché restituisce con chiarezza i limiti strutturali del Pd, evidenziando la distanza tra leadership centrale e realtà locali, e perché suggerisce correttivi pratici per riattivare partecipazione e vitalità democratica.
