L’articolo, pubblicato sul quotidiano il manifesto e firmato da Andrea Capocci, segnala l’uso scorretto dell’intelligenza artificiale nella valutazione scientifica: alcuni ricercatori inseriscono nei loro articoli comandi nascosti per condizionare i sistemi di peer review automatizzati. Il fenomeno, noto come “prompt injection”, rivela quanto l’automazione stia sostituendo sempre più la lettura critica da parte dei revisori umani. Il pezzo offre uno sguardo lucido e inquietante su una deriva della ricerca scientifica, dove l’efficienza dell’IA rischia di essere piegata all’opportunismo. Un testo utile per riflettere sui limiti dell’automazione quando manca il controllo umano e sulla necessità di preservare l’integrità del metodo scientifico.
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