10 Febbraio 2026

Metro C, festa per le stazioni aperte. Anche se a Porta Metronia si bloccano subito le scale mobili

La mattina dopo l’inaugurazione delle due nuove stazioni della Metro C, quelle di Colosseo e Porta Metronia, proprio in quest’ultima le scale mobili hanno smesso di funzionare, almeno per un po’. Non è stato il buongiorno prenatalizio che gli utenti si attendevano, dopo 13 anni di lavori e diversi ritardi, però l’evento è importante.

Perché c’è voluta una dose massiccia di pazienza e la precisione chirurgica di scavi condotti a decine di metri di profondità, ma dal 16 dicembre il cuore di Roma è finalmente più vicino. La Linea C, finora connessa solo alla A, a San Giovanni, si è connessa alla rete “storica”, la B, portando i cittadini dalla periferia orientale direttamente sotto l’ombra dell’Anfiteatro Flavio.

La giornata si è divisa in due momenti simbolici: un battesimo istituzionale a mezzogiorno, con il sindaco Roberto Gualtieri e i ministri Matteo Salvini (Trasporti) e Alessandro Giuli (Cultura) a celebrare il “saper fare italiano” (Salvini dixit), e un’inaugurazione popolare alle 4 del pomeriggio (oltre al sindaco, c’erano anche la presidente del I Municipio, Lorenza Bonaccorsi, e il suo omologo del VII Municipio, Francesco Laddaga), quando i primi veri passeggeri hanno varcato i tornelli. È la fine di un’attesa durata oltre un decennio, un periodo dilatatosi anche a causa di una sottovalutazione iniziale: negli studi preliminari non erano stati previsti rilievi archeologici sistematici in molte aree, una mancanza che ha generato complicazioni e stop forzati non appena le scavatrici hanno inevitabilmente incontrato i resti della città antica.

 

La stazione dei Gladiatori e la sfida dell’archeologia

La fermata di Porta Metronia, che è situata a pochi passi dall’ospedale San Giovanni, racconta perfettamente questa convivenza tra mobilità e storia. Qui gli scavi hanno restituito una scoperta eccezionale: un complesso militare del II secolo d.C., identificato come una caserma dei gladiatori estesa per 1.300 metri quadrati. Il ritrovamento della “Domus del Comandante”, con i suoi affreschi e mosaici, ha rappresentato insieme un momento drammatico per gli addetti ai lavori: distruggere i ritrovamenti non era un’opzione, così si è scelta la via della delocalizzazione e del successivo riposizionamento dei reperti all’interno della struttura moderna.

Oggi la stazione è attiva per il trasporto, ma il suo cuore museale è ancora un “tesoro a metà”: lo spazio espositivo completo aprirà infatti solo nel febbraio 2026 (si spera). Per ora, i viaggiatori possono solo scorgere i mosaici della caserma attraverso una grande vetrata, un’anteprima di quello che diventerà un vero museo ipogeo integrato nel flusso quotidiano della metropoli.

 

I tempi di viaggio

Tratta di viaggio Tempo stimato
Collegamento
 
Pantano (Capolinea Est) → Colosseo ~35 min
Diretto (Senza scambi)
 
Grotte Celoni → Porta Metronia ~25 min
Diretto (Zona Ospedale San Giovanni)
 
Torrenova → Piramide (Linea B) ~42 min
Scambio a Colosseo
 
Pigneto → EUR Magliana ~30 min
Scambio a Colosseo
 
San Giovanni → Colosseo ~4 min
Nuova tratta inaugurata
 

 

Un affaccio millenario sui Fori

Proseguendo lungo i binari si giunge alla stazione Colosseo-Fori Imperiali, un’opera monumentale che si sviluppa su quattro livelli interrati raggiungendo i 32 metri di profondità. Qui la stazione non è solo un nodo di scambio fondamentale con la Linea B, come dicevamo, ma una bella esperienza visiva: grandi vetrate collegano l’interno della fermata con l’esterno, offrendo una vista mozzafiato su via dei Fori Imperiali.

Il progetto, curato dal Parco Archeologico del Colosseo e dalla Sapienza, accompagna il passeggero in un percorso narrativo che va dall’età repubblicana a quella imperiale. Tra teche che conservano teste marmoree di Medusa e la ricostruzione dell’aula di culto del Templum Pacis, il pendolare (ammesso che abbia tempo…) smette di essere solo un utente del trasporto pubblico per diventare un visitatore. Non a caso, ieri il sindaco spiegava che con un solo biglietto si prende la metro e si visita un museo…

 

Il futuro, per ora incerto, oltre il Colosseo

L’arrivo al Colosseo non è però il capolinea definitivo. La sfida si sposta ora verso Piazza Venezia, un cantiere immenso che dovrebbe consegnare una stazione su sette piani entro il 2033. Resta l’incognita sul completamento totale della linea verso nord-ovest: sebbene la data teorica per l’arrivo alla Farnesina sia fissata per il 2036, il passato della Linea C (ma anche della Linea A) insegna che a Roma ogni metro scavato è una negoziazione con il tempo.

Aver dimostrato che l’archeologia non è per forza un nemico dello sviluppo, ma un valore aggiunto che trasforma una fermata in una “archeostazione” forse unica al mondo, è forse il risultato più importante di questi tredici anni di cantieri.

 

Prossime tappe del cronoprogramma

Obiettivo Data prevista Stato attuale  
Apertura Museo Porta Metronia febbraio 2026
Finiture e allestimento
 
Nodo di Scambio Pigneto (FS) 2026-2027 In corso  
Stazione Venezia 2033
Cantiere avviato (7 livelli)
 
Tratta Venezia → Farnesina 2036 (?)
Progettazione/Fondi da confermare
 

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