12 Aprile 2026

No Kings! Le foto di una manifestazione partecipata, anche a Roma

Le foto e il racconto di Laura Crialesi della manifestazione a Roma – ma in contemporanea con molti cortei in Europa e Usa – del 28 marzo contro la guerra e l’imperialismo.

Mi ricordo della borraccia solo all’ultimo e chiedo a madre se cortesemente me la porta mentre finisco di preparare lo zaino. Chiudo l’ultima zip sotto la sua supervisione e termino le operazioni di uscita con il solito monito: “ti sei ricordata tutto?”. Questa volta però aggiunge: “Anche i documenti? Hai sentito cosa è successo alla Salis sì?!”. E sì che l’ho sentito e sì ho preso i documenti e penso che d’ora in poi, in vista di solerti perquisizioni, sarà bene curare di più il rito della depilazione.
Fortuna che mi sono iscritta in piscina!
Inizio il viaggio facendo amicizia con Jimmy, uno svergognato barboncino dagli occhi così languidi, da farmi sentire in dovere di prodigarmi in grattini fino a Piramide. Ci salutiamo con un velo di rammarico per la separazione, mi infilo nella metro B e cerco online aggiornamenti sul corteo. Bè pare tutto tranquillo, nessuna notizia preoccupante, nessuna stazione chiusa.

Sono abituata a valutare il grado di criticità dell’ordine pubblico in base alle chiusure delle stazioni:
1 stazione si può fare;
2 stazioni è opportuno aumentare il grado di vigilanza;
3 stazioni ma chi me l’ha fatto fare! Se anche andasse tutto bene dovrò camminare per chilometri prima di riuscire a tornare verso casa!

Scendo a Termini infastidita per non aver azzeccato il vagone più prossimo all’uscita della stazione (riti tipici dello stress post traumatico da pendolarismo), ma entusiasta per aver pronosticato il reale orario di inizio del corteo!
Sì forse la piscina è la scelta giusta anche per la gestione dell’ansia!

Mi tuffo subito nel fiume di persone che mi sfilano davanti e comprendo che, mentre una parte di corteo è ancora a Piazza Esedra, in molti sono già a Santa Maria Maggiore.
La mia emotività risente dell’influsso benefico dell’esercizio collettivo dello strumento democratico del dissenso e  sento un sorriso tonto stamparsi sulla mia faccia. Sorriso reso sempre più grande nel trovare lì la mia comunità. Persone con cui sono cresciuta politicamente e socialmente ed ora anche nelle battaglie sui posti di lavoro. Sì il lavoro, il lavoro povero, che non vede garantito non solo il futuro, ma anche il quotidiano. L’ennesima forma di povertà, che rende sudditi e non cittadini dotati di diritti e tutele.

Il 28 marzo sono molte le città del mondo che vedono sfilare un popolo che dice “No Kings”, un popolo che dice basta all’autoritarismo, alle guerre, allo sfruttamento a partire da quello salariale, un popolo che chiede pace!

Attraverso il corteo, raccolgo tantissimi sguardi, mi canto nella  testa e sento la voce di Jannacci e guardo quei tanti sorrisi che nessun re tranquillizzeranno. Rivedo anche Jimmy e capiamo che è davvero amore il nostro e che ormai, questo viaggio, è il nostro viaggio!

Post correlati

L’ombra di un palazzinaro sulle elezioni della Regione Lazio

Ella Baffoni

“Io Capitano” è un film sul desiderio

Marino Galdiero

Roma scende e sale

Massimiliano Di Giorgio

Monica Lozzi, la candidata “REvoluzionaria”

Massimiliano Cacciotti

Parlando di jazz / Jaleel Shaw, il suono dell’invisibile

Mimmo Stolfi

Dalle Mura Aureliane alla Centrale Montemartini: un weekend per scoprire le architetture romane

RR

Lascia un commento