Prorogata al 13 settembre la mostra a Villa Torlonia “Siete” e “Roma”: esposte oltre cento opere dei due cicli dell’artista spagnolo tra la “Città eterna” e la condizione umana.

Una selezione di acquerelli ispirati alle bellezze di Roma esprime l’interesse e l’affetto che Pedro Cano, classe 1944, ha sviluppato nei cinquant’anni di permanenza nella città che lui stesso definisce “patria elettiva”. L’artista si è formato presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e nel 1969 si è trasferito a Roma dopo aver vinto il Prix de Rome presso l’Accademia di Spagna. Da allora ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a esporre in importanti città europee e americane: le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e museali, tra cui i Musei Vaticani, il Meadows Museum di Dallas e il Pantheon di Roma. Nel 2008 ha presentato alle Terme di Diocleziano il ciclo Identità in transito, successivamente esposto a Firenze, Murcia e Madrid. Dal 2008 un suo autoritratto è conservato nel Corridoio Vasariano degli Uffizi. Dal 2013 l’artista fa parte dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

Il percorso espositivo si articola sui due livelli del Casino dei Principi; al primo piano è presentato integralmente il ciclo pittorico “Siete”, scaturito da appunti e riflessioni raccolti dall’artista nel corso di molti anni, costituito da sette trittici: Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico, realizzati in bianco e nero su grandi pannelli con la tecnica dell’olio su tela. La suggestiva serie affronta temi drammatici (migrazione, lavoro nero, sofferenza) così come sono drammatiche le impressioni che se ne ricavano: figure a grandezza naturale, soggetti ritratti in posture quasi sospese, a evidenziare la sofferenza da cui, nonostante tutto, si cerca di uscire. Come illustrato dallo stesso Cano, queste opere invitano lo spettatore a un confronto diretto, sia pure silenzioso, con la vulnerabilità e la dignità della condizione umana: l’Autore riesce ad amplificare il portato emotivo di questa singolare rappresentazione concentrando l’attenzione sui gesti, sulle espressioni e sulle relazioni silenziose tra le figure ritratte.
Realizzate tra il 2018 e 2019, queste opere sono state esposte nella Chiesa delle Verònicas a Murcia (2019), nella Casa de Vacas di Madrid (2023) e nella Chiesa della Misericordia a Palma de Mallorca (2025). Al piano terra dello spazio museale è possibile ammirare gli acquerelli su carta, accompagnati da taccuini di viaggio con appunti e vedute della città: dal Pantheon alle Terme di Diocleziano, l’artista rappresenta i luoghi con “uno sguardo contemplativo che intreccia memoria, luce e architettura in una sintesi che racchiude oltre mezzo secolo di legame artistico tra Cano e Roma”, come si legge nel Catalogo.

I taccuini, in particolare, invitano il visitatore a partecipare a quello che è stato il processo creativo di Cano, entrando nel suo laboratorio, tra appunti, studi di luce e annotazioni che testimoniano la continuità del suo sguardo sulla città. Il taccuino, tuttavia, è più di un comodo strumento per le annotazioni: durante i continui spostamenti tra Europa, Medio Oriente e Americhe, Cano ha utilizzato piccoli quaderni facili da portare e su questi ha fissato nel corso degli anni “una luce particolare, un dettaglio architettonico, una figura incontrata per strada, un paesaggio intravisto dal finestrino di un treno”, come spiega l’artista.
