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17 Giugno 2026

Ombre e luci nelle opere di Pedro Cano

Prorogata al 13 settembre la mostra a Villa Torlonia “Siete” e “Roma”: esposte oltre cento opere dei due cicli dell’artista spagnolo tra la “Città eterna” e la condizione umana.

 

 

“Ponte rotto”, Pedro Cano

 

Una selezione di acquerelli ispirati alle bellezze di Roma esprime l’interesse e l’affetto che Pedro Cano, classe 1944, ha sviluppato nei cinquant’anni di permanenza nella città che lui stesso definisce “patria elettiva”. L’artista si è formato presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e nel 1969 si è trasferito a Roma dopo aver vinto il Prix de Rome presso l’Accademia di Spagna. Da allora ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato a esporre in importanti città europee e americane: le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e museali, tra cui i Musei Vaticani, il Meadows Museum di Dallas e il Pantheon di Roma. Nel 2008 ha presentato alle Terme di Diocleziano il ciclo Identità in transito, successivamente esposto a Firenze, Murcia e Madrid. Dal 2008 un suo autoritratto è conservato nel Corridoio Vasariano degli Uffizi. Dal 2013 l’artista fa parte dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

“Siete”, Pedro Cano

Il percorso espositivo si articola sui due livelli del Casino dei Principi; al primo piano è presentato integralmente il ciclo pittorico “Siete”, scaturito da appunti e riflessioni raccolti dall’artista nel corso di molti anni, costituito da sette trittici: Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico, realizzati in bianco e nero su grandi pannelli con la tecnica dell’olio su tela. La suggestiva serie affronta temi drammatici (migrazione, lavoro nero, sofferenza) così come sono drammatiche le impressioni che se ne ricavano: figure a grandezza naturale, soggetti ritratti in posture quasi sospese, a evidenziare la sofferenza da cui, nonostante tutto, si cerca di uscire. Come illustrato dallo stesso Cano, queste opere invitano lo spettatore a un confronto diretto, sia pure silenzioso, con la vulnerabilità e la dignità della condizione umana: l’Autore riesce ad amplificare il portato emotivo di questa singolare rappresentazione concentrando l’attenzione sui gesti, sulle espressioni e sulle relazioni silenziose tra le figure ritratte.

Realizzate tra il 2018 e 2019, queste opere sono state esposte nella Chiesa delle Verònicas a Murcia (2019), nella Casa de Vacas di Madrid (2023) e nella Chiesa della Misericordia a Palma de Mallorca (2025). Al piano terra dello spazio museale è possibile ammirare gli acquerelli su carta, accompagnati da taccuini di viaggio con appunti e vedute della città: dal Pantheon alle Terme di Diocleziano, l’artista rappresenta i luoghi con “uno sguardo contemplativo che intreccia memoria, luce e architettura in una sintesi che racchiude oltre mezzo secolo di legame artistico tra Cano e Roma”, come si legge nel Catalogo.

“Roma”, Pedro Cano

I taccuini, in particolare, invitano il visitatore a partecipare a quello che è stato il processo creativo di Cano, entrando nel suo laboratorio, tra appunti, studi di luce e annotazioni che testimoniano la continuità del suo sguardo sulla città. Il taccuino, tuttavia, è più di un comodo strumento per le annotazioni: durante i continui spostamenti tra Europa, Medio Oriente e Americhe, Cano ha utilizzato piccoli quaderni facili da portare e su questi ha fissato nel corso degli anni “una luce particolare, un dettaglio architettonico, una figura incontrata per strada, un paesaggio intravisto dal finestrino di un treno”, come spiega l’artista.

Al Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 7 giugno.

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