Un nuovo album di David Murray, “Birdly Serenade”, che ascolta il canto degli uccelli per trasformarlo in linguaggio musicale, tra lirismo e avanguardia, radici e futuro

Nella carriera di un grande artista arriva sempre un punto in cui la maturità non spegne il fuoco, ma lo trasforma in luce. Per David Murray, quel punto si chiama Birdly Serenade, primo album per la storica Impulse!. Un lavoro che ha il respiro della poesia e il peso della necessità.
L’idea nasce dall’incontro fra il Birdsong Project di Randall Poster, comunità di artisti e ambientalisti unità dall’amore per gli uccelli, e i testi di Francesca Cinelli, compagna e musa del sassofonista. Otto tracce che ascoltano il canto degli uccelli per trasformarlo in metafora: improvvisare come volare, proteggere ciò che è fragile in un mondo frenetico, ritrovare il primordiale senso di libertà.
Scenario ideale: il Van Gelder Studio, cattedrale dove si sono scritte pagine eterne del jazz. Qui Murray raduna un quartetto giovane e talentuoso: Marta Sánchez al pianoforte, Luke Stewart al contrabbasso, Russell Carter alla batteria. Un dialogo generazionale che alimenta energia e prospettiva. L’esperienza di Murray non schiaccia, rilancia.
La title track apre con un valzer ipnotico con la voce di Ekep Nkwelle che sfiora armonie sospese, recitando i versi di Cinelli che evocano nebbie e acque ferme. Subito è chiaro il ponte che Murray costruisce tra parola e suono, tra pentametro poetico e fraseggio jazzistico. Poi arriva l’esplosione. Black Bird’s Gonna Lite Up the Night, composta in studio, è un turbine: pianoforte in spirali vertiginose, sax tenore che strappa il cielo, batteria che frantuma e ricompone il tempo. Carter sembra evocare il battito d’ali di stormi in migrazione.
Altrove il lirismo torna a galla. Song of the World, dedicata al musicista e attivista nativo Lee Mixashawn Rozie, è una meditazione oscura, con Murray al clarinetto basso che scolpisce il suono come materia viva, mentre Stewart affonda radici nel registro grave.
Non mancano i fili tesi alla tradizione: Bald Ego sfiora Parker e il blues, ma senza indulgenze nostalgiche. È un omaggio che rinasce contemporaneo, come se i fantasmi del be-bop venissero convocati per dire qualcosa di nuovo.
La poesia di Francesca Cinelli non è semplice orpello, modella la struttura stessa dell’album. In Oiseau de Paradis la sua voce, in francese, si intreccia con la musica come una corrente segreta, mentre il quartetto danza in cerchi sempre più ampi.
Forse il vertice emotivo è Capistrano Swallow, un ricordo d’infanzia di Murray, le rondini di San Juan Capistrano trasformate in improvvisazione pura, fatta di salti metrici e sbalzi dinamici. Vertigine e stupore in forma sonora.
Birdly Serenade è una dichiarazione di poetica. Murray conferma il suo grande talento senza rifugiarsi nell’autocompiacimento, componendo un’opera che respira con il mondo e sul mondo. Gli uccelli, primi improvvisatori della storia, diventano maestri e oracoli in un tempo di crisi ambientale. La loro leggerezza diventa coscienza, il loro volo resistenza. E Murray, ancora una volta, trova un linguaggio per dirlo: tenero e feroce, lirico e radicale.

