23 Gennaio 2026

Piccoli misteri di mobilità urbana

Dal biglietto ATAC da 2 euro alla ZTL fascia verde, un viaggio tra le piccole grandi complicazioni dei trasporti e della segnaletica di Roma.

 

Le nuove macchinette rosse

Assisto molto spesso a file lunghe ed assembramenti (spesso di turisti nelle stazioni più affollate delle metro) di fronte alle nuove macchinette dell’ATAC che hanno sostituito le vecchie macchinette che erogavano i biglietti da 1,50 €.

Dove sta il mistero che complica la situazione per chi deve acquistare il biglietto? È nel fatto che il primo biglietto costa 2,00 € perché viene rilasciata una card ricaricabile sulla quale poi ci si possono accreditare nuovi biglietti al costo di 1,50 €. Una cosa banale sembrerebbe, salvo il fatto che questo biglietto card va posizionato in un certo verso in una fessura (non si capisce il verso) per caricarci altri biglietti. Ma questi assembramenti che creano confusione (ripeto soprattutto per i turisti) sono occasione ghiotta di “aiutini” da parte di malintenzionati che possono intrufolarsi nella confusione e creare situazioni a rischio.

Non erano più facile emettere biglietti singoli come una volta? C’era tutto questo bisogno di complicazione per risparmiare forse un po’ di carta?

Le nuove vidimatrici sui bus

Da circa un anno – finalmente – sui bus si può pagare anche con la carta bancomat o altra carta su delle vidimatrici rosse. Il problema è che queste vidimatrici sono solo a volte abbinate alle obliteratrici dei classici biglietti da 1,50 €. Spesso una è davanti (la rossa) e l’obliteratrice è dietro. Considerato che ormai si sale sui bus davanti e dietro, sarebbe stato più logico un abbinamento delle due macchinette davanti e dietro. Questo cosa comporta (parlo sempre per i turisti che salgono col biglietto e non sono così avvezzi a questi piccoli misteri)? Che l’ignaro turista salito davanti cerca di obliterare il biglietto acquistato alla macchinetta rossa. Mi trovo spessissimo a spiegare ai turisti che devono recarsi ad obliterare in fondo al bus, cosa che li costringe ad andirivieni sui mezzi pubblici sicuramente affollati e sempre a rischio nelle grandi città.  È vero che sulla macchinetta rossa c’è il simbolo internazionale del contactless, ma forse sarebbe meglio scrivere “only card” anche perché molti pensano che anche il biglietto venga obliterato al contatto. Ma vacci un po’ a pensare!

Il “giallo” dei pedoni

Da tanti anni ormai a Roma il semaforo giallo per i pedoni scatta quasi subito dopo il verde e dura molto tempo a dire il vero, pure troppo, creando confusione. Ciò non facilita però l’attraversamento, perché non si sa se restano pochi secondi o 40 secondi. In alcuni semafori c’è il conto alla rovescia dei secondi restanti, ed è un grande passo avanti per la comprensione del tempo che resta. Ma in molti semafori resta il mistero anzi, direi, “il giallo”. Capita che molte persone, pensando di avere tempo a sufficienza, affrontino l’attraversamento ritrovandosi al centro della strada mentre le macchine ripartono. Una volta il giallo si metteva a lampeggiare, per invitarti ad un passo più veloce. Oggi si passa dal giallo al rosso in un attimo. Parlo soprattutto per gli anziani, che non possono trotterellare velocemente sul marciapiedi opposto. Lo sappiamo che Roma ha un tasso di mortalità di pedoni altissimo? Non dipenderà da questo, ma uno scatto di logica è sempre gradito.

ZTL, Fascia Verde, Anello Ferroviario

So di entrare in un campo minato, anzi in zone minate di polemiche, regolamenti, modifiche in atto, auto inquinanti, deroghe, domeniche ecologiche, limiti temporali o parziali, ambiente, città green, e via dicendo. L’unica cosa certa ed accertata è la cosiddetta ZTL (Zona a Traffico Limitato, e non è detto che l’acronimo sia conosciuto da tutti): quell’area dove ci sono le telecamere e multe garantite a chi valica il cartello luminoso “ZTL Attiva”. Invece con la scritta “ZTL non Attiva” si può passare. Tali cartelli hanno sostituito la famosa scritta “Varco Attivo” che tante polemiche e ricorsi ha provocato sull’ interpretazione linguistica di queste 10 lettere. Non è però su questo che mi vorrei concentrare, ma sugli altri due confini che riguardano l’Anello Ferroviario (che non esiste di fatto a Roma: dato che non è ancora completato nella zona nord) e la cosiddetta “Fascia verde”.

Mi pongo sempre il problema della comprensione e della comunicazione. Questi cartelli di delimitazione e divieto “fascia verde” e “anello ferroviario” non coincidono. Così si si legge su vari siti riguardo la fascia verde “Conto alla rovescia per i nuovi divieti nella Ztl fascia verde di Roma. Dal 1° novembre 2025, per cinque mesi all’anno – dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30 – le strade comprese nel perimetro saranno off-limits per le auto a benzina fino a Euro 2 e per i diesel fino a Euro 5”.  Poi ci sono altri divieti storici come quello dell’Anello Ferroviario che tempestano Roma come quelli dell’Auditorium; sono posti in tantissime strade con specifiche legislative che ci vorrebbe un codice della strada appoggiato sul sedile a fianco. Bene, questi cartelli sono ignorati da tutti perché nessuno li vede, li nota, e non sono comprensibili. Di fatto il divieto esiste per alcuni, forse per le auto più inquinanti, ma non si sa se tu sei fra gli “alcuni” o diventerai presto un “alcuno”. Ma soprattutto non lo sa un ignaro turista alla guida di un’automobile che vede passare un fiume di macchine e si pone il problema se passare o no. E magari non passa. Sono anni che sono installati, questi cartelli, ma proverei a chiedere a qualsiasi automobilista romano se sa cosa significano. Penso che due risposte uguali non ci sarebbero.

 

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