Tra operetta, lirica, musical e canzone italiana, uno spettacolo che rinnova la tradizione del varietà e rende omaggio all’arte di Edoardo Guarnera. Intervista a Mariella Guarnera.

Riflettori accesi sul varietà “formato 2025” di una compagnia teatrale che non ha mai conosciuto una vera crisi, contrariamente a molta parte del teatro leggero di questi anni, fagocitato dai grandi eventi musicali e dalla smaterializzazione del “tutto on line”.
La compagnia Guarnera, oggi capitanata da Mariella ma fino al 2022 (anno della prematura morte del fondatore, il tenore Edoardo Guarnera) conosciuta come “Guarnerbros” ha proposto con successo un cartellone di tutto rispetto: operette, spettacoli canori e, appunto, varietà.
Proveniente da una nota famiglia di musicisti e figlio del celebre baritono Guido Guarnera, Edoardo respirò l’arte fin da bambino. Sostenuto da una voce potente e particolare non tardò a conquistare la critica; il debutto sul palcoscenico avvenne al Teatro dell’Opera di Roma, nei panni di Pinkerton nella “Madama Butterfly” di Puccini. Poco dopo arrivò l’incontro con Gigi Proietti, che lo diresse nel “Don Pasquale” di Donizetti e di lì fu un crescendo di ruoli e di invenzioni anche ardite: “Il Pipistrello” di Strauss, “La Principessa della Czarda” di Emmerich Kálmán, “La Danza delle Libellule” e “La Vedova Allegra” di Franz Lehár, con registi come Gino Landi e, soprattutto, Sandro Massimini, il re dell’operetta.

Abbiamo approfittato della prossima messa in scena di “Note di luce” per intervistare Mariella,
La Compagnia Guarnera: vorrebbe illustrarne la nascita e le principali fasi della sua storia? Il rapporto col mondo dell’operetta?
La Compagnia Guarnera è la prosecuzione della precedente compagnia “Guarnerbros” di Edoardo e Mariella Guarnera. Nata nel 2018, porta avanti lo stesso stile della Guarnerbros, ovvero: adattamenti leggeri, anche nella stesura dei testi, a cui si uniscono contaminazioni musicali che definiscono il carattere unico e innovativo dei suoi spettacoli. Attraverso inserimenti che spaziano dal musical al pop, dalla lirica alla canzone moderna, cerca di donare alle sue produzioni un carattere più fresco ed accessibile, pur mantenendo l’eleganza della tradizione classica. Scelte pensate per coinvolgere un pubblico più ampio, curioso e desideroso di riscoprire questo genere. Sul palco 20 artisti tra cantanti, attori e il corpo di ballo, a cui fanno da cornice le scene e i costumi originali del Museo Sandro Massimini.
La Compagnia Guarnera non produce solo Operetta. Propone infatti spettacoli di Varietà con brani tratti dalla lirica, dal musical, dalla canzone classica italiana e napoletana, con balletti, scene ed arie di Operetta. L’obbiettivo principale è quello di regalare al pubblico leggerezza, buon umore e tanta musica, attraverso la magia dello spettacolo dal vivo.
Un breve ricordo di suo fratello Edoardo?
Non è possibile per me parlare di mio fratello Edoardo, limitandomi ad un solo ricordo; ogni istante con lui era un insieme di tante cose bellissime. Edoardo è Arte! Edoardo è Amore! Amore per la vita, per il palco, per i suoi fratelli. Arte e Amore, in lui queste due parole si uniscono e ancora oggi illuminano i miei ricordi.
Volendo definire il nuovo spettacolo “Note di Luce” in due frasi? E i progetti per il futuro?
“Note di luce” è uno spettacolo che resta fedele alla nostra tradizione, quella dei varietà creati insieme a Edoardo. Anche in questo caso abbiamo cercato l’innovazione mescolando i generi, le atmosfere e i linguaggi diversi e, soprattutto, la possibilità di continuare a parlare di lui. Uno spettacolo ispirato alla sua arte, al suo modo di stare in scena. Il titolo fa riferimento alla luce che ha portato nella nostra vita e che vogliamo continuare a condividere con il pubblico. La Compagnia Guarnera, dopo il successo ottenuto ne “La Vedova Allegra” e nel “Paese dei Campanelli” rappresentati a Roma (e replicati in tournée a Latina, Reggio Calabria, Sassoferrato, Cagli, Fiuggi, Anzio), ha recentemente terminato l’allestimento della sua versione originale de “La principessa della Czarda”.
