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11 Febbraio 2026

Quer pasticciaccio brutto de PLPL

Sabato scorso Laura Crialesi ha seguto e documentato la manifestazione, all’interno della fiera “Più Libri Più Liberi” all’Eur, contro la presenza di un editore di estrema destra. Ecco un diario fotografico, nel suo personalissimo stile.

 

C’ho ‘sta fissa per gli accrediti che a starla a spiegare mi è anche un pò difficile. Alle volte ottengo accrediti per eventi a cui non riesco nemmeno a partecipare e se ne stanno lì, tra i miei file e quel posticino del mio cervello che produce gongolamenti. Mo’ in questi giorni ho un pò troppe robe per aria e nessuna attitudine per la giocoleria, per cui l’inizio di Più libri Più liberi era da qualche parte in un futuro che mi avrebbe vista puntuale e precisa, ma che non è mai arrivato. Con un ritardo fastidioso pure a me stessa, compilo il form online e comincio con la stereotipia dell’aggiorna posta-controlla lo spam. No niente. Inizio a farmene una ragione, ma sento il peso di quel cassettino vuoto nella mia collezione e quindi sollecito con una mail.

Che poi l’idea era andare in fiera, dare un bacetto a Sergio, vedersi con persone carine, fare scatti e comprare cazzatine e non libri. I libri li prendo nella libreria mia io. Sì sto un pò barando, perché di librerie mie ne ho tre. Ognuna di loro però sa che è la mia preferita e la migliore.

Ormai rassegnata mi metto a bighellonare su Instagram fino al reel di Zerocalcare in cui, in maniera assolutamente precisa spiega perché non sarà presente alla fiera. Resto lì a fissare lo schermo, mi attivo per verificare contesto e contenuti e recupero quell’idea davvero ferma che, vabbè che vabbè, ma plurale non vuol dire che vale tutto! Neanche il tempo di fare finalmente pace con quel cassettino vuoto e arriva la mail con l’accredito. Cazzo ora devo scegliere! Mi aggroviglio sul lasciare lì l’accredito senza neanche scaricarlo o andare e narrare un evento, senza alcuna partecipazione personale, senza alcuna visione politica ad aggiungersi al mio obiettivo o… o… ma che o! Non so fare una cosa diversa da quello che già faccio da anni nelle strade e nelle piazze e matta proprio a pensare di poterlo fare! Oh!!!

Parte il bipbip dei messaggi, ci rigiriamo il dilemma l’un l’altra se andare o non andare, fino all’articolo in cui leggo dell’oscuramento degli stand organizzato da alcune case editrici per il sabato. Flash mob libera tuttə e si va in fiera!

Nella mia immaginazione io vado in fiera in anticipo, mi organizzo, trovo gli stand sulla mappa e mi disegno mentalmente il percorso che farò per raccontare questa mezz’ora dalle 15 alle 15,30 di sabato 6 dicembre. Non è mai successo. Arrivo praticamente qualche minuto prima, sbaglio a leggere l’esatta ubicazione dello stand della Bao Publishing, e corro su e giù.

Mi prendo comunque un attimo per gioire perché io e il mio accredito non abbiamo fatto alcuna fila, anzi noi si viaggia con l’alta velocità. Visto il contesto fortemente politicizzato scelgo di esporlo, giusto per non farmi rompere troppo le scatole per gli scatti. Il mio accredito, auto stampato in bianco e nero e senza alcun cordoncino a tenerlo su ed io ce ne andiamo in giro insieme, uniti da una molletta recuperata a casa prima di uscire. Oh non ho ancora capito come fare ad avere i pass belli a colori, appesi con il nastrino e con la plastichina che li fa risplendere!

Ore 15 in punto si distendono i teli neri sugli stand. Case editrici presenti in fiera per offrire il proprio lavoro lo oscurano per far luce su temi come l’antifascismo e il vero senso degli spazi democratici. Si apre anche un momento di riflessione condivisa e si canta, sì si canta in una fiera e attraversandola si sfila cantando Bella ciao!

Sono ormai anni che non posso più cantarla perché la commozione mi spezza la voce. Con questa canzone ho salutato la bara di mio padre, sostenuta dalla nostra splendida comunità che, riunita attorno alla mia famiglia, ha cantato con noi questa stesse parole condividendone le stesse radici antifasciste.

Alle 15.30 la fiera torna alle sue Ragioni e sentimenti, io mi faccio il giro, metto insieme parecchi scatti, 3 magneti e un quaderno. Soddisfatta per il mio bottino ma un pò triste per non aver salutato Sergio, mi avvio all’uscita, sapendo che lo saluterò magari il prossimo anno.

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