Dall’arte sacra ai complementi d’arredo: a Castel Gandolfo, Marina e Sara custodiscono il segreto del mosaico fatto a mano, sfidando l’algoritmo con creatività e invitando i giovani a riscoprire un mestiere che è, innanzitutto, uno stile di vita.
Marina e Sara gestiscono la più antica bottega artigiana a Castel Gandolfo, borgo alle porte di Roma. Che cosa realizzano? Splendidi mosaici. L’arte sacra la fa da padrona, ma anche opere di altro tipo, perché i mosaici possono essere esposti nei più svariati ambienti. Il loro laboratorio-negozio si chiama La musa mosaici. “Questo non è un mestiere, è un modo di essere, uno stile di vita”, ci ha detto Marina, tagliando le pietre assieme a Sara, che finisce di assemblare un mega mosaico sull’Annunciazione.
Una cosa è certa: c’è bisogno di artigiani, c’è bisogno di creatività, c’è bisogno di ingegno, e il lavoro manuale degli artigiani non può essere sostituito da un algoritmo. Marina guarda anche a quando, tra diversi anni, andrà in pensione, e invita i giovani a cimentarsi nell’arte del mosaico, consapevoli però che serve impegno e abnegazione. Nel frattempo, le tante difficoltà burocratiche e fiscali che ogni artigiano incontra.
