Milano resta il riferimento per consumi totali delle famiglie — con 30.993 euro pro capite nel 2023 — ma è Roma a emergere come capitale della spesa alimentare, con il 7,8% della spesa nazionale dedicata ai beni di prima necessità. L’indagine del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne–Unioncamere, che fornisce una stima provinciale dei consumi familiari in Italia, documenta che nel Nord Ovest si concentra quasi un terzo della spesa complessiva italiana, grazie soprattutto alla Lombardia che da sola incide per il 20% della spesa totale. Ma è il Sud Italia a crescere più velocemente: tra il 2019 e il 2023, i consumi sono aumentati di quasi il 16%, contro una media nazionale del 13,7%.
Secondo i dati Istat sui conti economici territoriali, relativi al 2021-2023, il reddito disponibile delle famiglie nel Centro‑Nord supera del 30% quello del Mezzogiorno (25.000 euro contro 17.100 euro annui), mentre la differenza per Pil pro capite tra Nord‑Ovest e Sud è cresciuta fino a 18.300 euro nel 2023.
Un dato che emerge da un rapporto su Roma di fine 2023 – l’Osservatorio Insicurezza e Povertà Alimentare (OIPA), progetto di ricerca promosso da CURSA, il Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente – indica che l’insicurezza alimentare moderata o grave nella Città metropolitana di Roma Capitale negli anni 2021-2022 si attestava al 7% e che il 15% dei cittadini della Capitale ha sperimentato insicurezza alimentare, cioè la preoccupazione di non riuscire a comprare cibo sufficiente per mancanza di risorse.
