Dal convento seicentesco che diede origine a Regina Coeli alle visite dei Papi, passando per il carcere femminile delle Mantellate e le voci che dal Gianicolo cercavano di raggiungere i detenuti. Un viaggio nella storia di uno dei luoghi più simbolici di Roma, intrecciato al cinema di Metti una sera a cena.
Saliamo il famoso gradino del carcere di Regina Coeli per raccontarne la storia, a partire dal convento costruito nel XVII secolo, fino alle visite dei Papi, da Giovanni XXIII a Francesco. Vi raccontiamo anche dell’attiguo monastero delle Mantellate, diventato poi carcere femminile. Dal Gianicolo, amici e parenti lanciavano grida per parlare ai detenuti.
E proprio in via delle Mantellate, Lino Capolicchio ha la sua alcova di amori clandestini nel film “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, in cui le note inconfondibili della sua colonna sonora, sottolineano gli intrecci amorosi di un gruppo di borghesi annoiati.
È un film che resta nella memoria anche per la rappresentazione di una Roma diversa dal solito, torbida piuttosto che accogliente, segretamente connivente piuttosto che solare e paziente, con la varia umanità dei suoi abitanti.
Buon ascolto.
