10 Febbraio 2026

Sinkhole a Roma, la nuova mappa delle aree più a rischio

La Capitale poggia su una fitta rete di cavità sotterranee. Ispra e CNR aggiornano la mappa delle zone più esposte agli sprofondamenti.

 

Roma è una città costruita anche nel sottosuolo. Al di sotto di strade, piazze e palazzi si estende una fitta rete di cavità artificiali, realizzate nel corso dei secoli per estrarre materiali, costruire acquedotti, nascondere rifugi o seppellire i morti. Oggi, però, questa eredità nascosta rappresenta un potenziale pericolo per la stabilità del suolo urbano.
Per valutare il grado di esposizione della Capitale al fenomeno degli sprofondamenti – noti come sinkhole antropogenici – l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in collaborazione con il CNR-IGAG (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche), ha realizzato una nuova mappa di suscettibilità ai sinkhole. Il lavoro fa parte di un progetto avviato nel 2017 e aggiornato nel 2021, che punta a classificare il territorio romano in base alla probabilità che si verifichino fenomeni di sprofondamento.

Con il termine sinkhole si indicano voragini che si aprono improvvisamente nel terreno. A Roma, dicevamo, la causa principale è di origine umana: si tratta quindi di sinkhole antropogenici, legati alla presenza di vuoti sotterranei artificiali (come antiche cave, catacombe, rifugi o cunicoli) e al degrado delle reti idrauliche. Perdite d’acqua, infiltrazioni e cedimenti strutturali possono innescare un collasso del terreno, spesso senza segnali evidenti in superficie.

Negli ultimi anni, complice anche l’intensificazione degli eventi meteo estremi e l’urbanizzazione non sempre controllata, il numero di sprofondamenti è aumentato. Secondo i dati raccolti, oltre 30 chilometri quadrati del territorio urbano romano hanno registrato eventi di questo tipo in più di un secolo di storia documentata.

Il progetto ha prodotto una carta in cui il concetto di rischio è stato sostituito con quello di suscettibilità: non si misura la probabilità che un evento si verifichi in un tempo definito, ma si valuta la propensione del terreno a cedere, nel lungo periodo, in una determinata area.

Attraverso rilievi, analisi storiche e geologiche, incrociando i dati con le informazioni sugli ipogei, i tecnici hanno identificato le aree a maggiore densità di cavità e di sprofondamenti. Più di 20 chilometri quadrati della città sono interessati da cavità sotterranee. La carta, periodicamente aggiornata, distingue le zone in base al livello di vulnerabilità.

Non sono rari gli episodi di cronaca legati ai sinkhole. Nel 2021, una grossa voragine si è aperta in via Zenodossio, a Torpignattara, inghiottendo alcune auto parcheggiate. Tre anni prima, in via Livio Andronico (Balduina), il cedimento del manto stradale causò il crollo di una porzione di carreggiata. 

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