Oltre ai murales fatti per durare, almeno un po’, che vengono realizzati con vernici di vari tipi o con bombolette spray, esistono numerose tecniche: ci sono anche quelli che per essere immediatamente fruibili sono invece molto più effimeri. Si tratta di fatto di opere su carta che poi vengono incollate con una colla di farina, chiamata anche “wheatpaste” in inglese,: un adesivo semplice, fatto con farina di frumento e acqua. Di solito trattano temi di attualità per cui è più importante l’immediatezza che la durata. Del resto poi, grazie a Internet e ai social media, comunque vengono riprodotti ed immortalati in infinite foto e condivisioni.
Oggi ve ne presentiamo una di Harry Greb, un ritratto di Francesca Albanese.
“I potenti puniscono chi parla per i senza voce, non è un segno di forza ma di colpa”. Così Albanese dopo le sanzioni annunciate contro di lei dagli USA.
Il Murales si trova a Trastevere, via della Lungaretta: ritrae appunto Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati.
La giurista sta subendo sanzioni personali dagli USA per i sui rapporti su Gaza; in particolare ha individuato una serie di aziende americane che sarebbero complici del “genocidio”. Sotto la sua immagine campeggia la scritta “Nobel”. Premio che vorrebbe per sé anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

