Perché è cosi difficile pensare alla crisi climatica

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[Pubblichiamo un breve estratto da “L’elefante invisibile”, l’ultimo saggio di Luciano Canova, 44 anni, economista e divulgatore scientifico,  che da tempo si occupa in particolare di “felicità e misurazione del benessere” e di economia comportamentale, cioè quel tipo di economia, basata sull’analisi sperimentale, che elabora modelli di comportamento alternativi a quelli dell’economia classica. Canova usa spesso modi poco accademici ma avvincenti, come spiegare il funzionamento dell’economia con i Lego o attraverso le favole. Questo testo riguarda la questione della procrastinazione  e sulla nostra difficoltà ad affrontare la questione capitale del riscaldamento globale]

La saggezza popolare ripete da secoli l’adagio: meglio un uovo oggi che una gallina domani…
È il design della versione attuale dei cervelli di Sapiens a offrire la migliore spiegazione di questo modo di pensare. Gli uomini delle caverne, all’interno di comunità di cacciatori e raccoglitori, avevano una sola preoccupazione fondamentale: cercare qualcosa da mettere sotto i denti per sopravvivere fino all’indomani. Di fronte a un input così stringente, non c’era molto spazio per la pianificazione a lungo termine.

I fan di Harry Potter non faranno fatica a riconoscere questo pattern all’interno di uno degli episodi della saga, “Harry Potter e il Calice di fuoco”: di fronte all’enigma dell’uovo d’oro che contiene l’indizio per la nuova sfida del Torneo Tremaghi, il maghetto mostra il tipico comportamento dello studente svogliato, che tarda fino all’ultimo ad attivarsi fino a che un pungolo cognitivo riesce nell’intento: il Natale è alle porte e l’anno si sta chiudendo senza che il nostro eroe sia riuscito a risolvere l’indovinello che lo tormenta. È proprio l’occorrenza della festività che sveglia il nostro e rimette la trama in movimento.

06-07-2022 | © Riproduzione riservata

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