‘Na gnappetta

Nella botte piccola, si sa, c’è il vino buono e questo vale senza dubbio anche per le “gnappette”, a patto che la parola venga usata con questo diminutivo che diventa anche vezzeggiativo.

Gnappetta, infatti, è uno di quei termini che possono assumere una valenza dispregiativa o elogiativa, a seconda dei contesti in cui vengono usati e a seconda delle sfumature della frase.

Infatti, se “gnappa” è un termine spesso usato per definire una nanerottola un po’ ridicola, una “gnappetta” è invece, di solito, una bella ragazza, ma di statura contenuta.

Ovviamente esiste anche l’equivalente maschile di gnappa: “gnappo” e “gnappetto”, anche se l’uso della parola al maschile è davvero molto raro.

Il termine “gnappa” deriva dalla nappa, un oggetto decorativo di piccole dimensioni, usato solitamente per abbellire le tende o, soprattutto in passato, i cappelli.

Dunque, come la nappa, inizialmente si definiva gnappa una persona gradevole, anche se piccolina di statura. Poi, con l’uso, questo significato è rimasto per “gnappetta”, mentre “gnappa” ha assunto un valore più denigratorio.

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