Sponsiano, chi era costui?

Sappiamo che nell’antica Roma le monete servivano anche a diffondere il volto e il nome dell’imperatore regnante: ma allora perché non conoscevamo Sponsiano?

Nei giorni scorsi abbiamo letto su agenzie di stampa, giornali e numerosi siti online di uno sconosciuto imperatore romano scoperto grazie ad alcune monete rinvenute in Romania nel 1713 e solo ora dichiarate autentiche da alcuni scienziati dell’University College di Londra e dell’Università di Glasgow.

Nella ricerca, guidata da Paul Pearson e pubblicata sulla rivista Plos One emerge come i ricercatori abbiano analizzato le monete non solo con i microscopi ottici, ma anche con raggi ultravioletti, con la tecnica della microscopia elettronica a scansione e la spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier. Insomma: da tutte le analisi svolte non ci sarebbero dubbi nel ritenerle autentiche.

 

Il nome dell’imperatore inciso su quelle monete è “Sponsian”. Sappiamo che nell’antica Roma le monete servivano anche a diffondere il volto e il nome dell’imperatore regnante, ma allora perché non lo conoscevamo? Come direbbe don Abbondio, chi era costui?

I ricercatori collocano temporalmente queste monete nel III secolo, nella provincia romana della Dacia. È quello un periodo oscuro e in particolare l’anno indicato dal gruppo di ricerca, il 260, viene considerato addirittura dallo storico inglese Michael Grant quello più disastroso dell’intera storia di Roma.

Nel 253 nella regione della Rezia, una zona oggi compresa tra Svizzera, Austria, Baviera e Trentino, le truppe acclamarono imperatore Valeriano mentre suo figlio Gallieno, dopo l’uccisione a Roma di Emiliano, venne dichiarato Cesare dal Senato. Giunto a Roma, Valeriano proclamò il figlio al rango di Augusto, facendo tornare l’impero alla duplice collegialità introdotta da Marco Aurelio in favore del figlio Lucio Vero.

All’indomani della cattura e dell’uccisione da parte dei persiani di Valeriano, che Gallieno non tentò neanche di liberare, diventando così l’unico regnante, si verificarono una serie di usurpazioni da parte di generali che in varie province dell’impero si proclamarono imperatori.

Alcuni racconti definiscono questo periodo come quello dei “trenta tiranni” e in particolare nei territori danubiani se ne presentarono due in rapida successione: Ingenuo, governatore della Pannonia poi sconfitto da Gallieno, e Regaliano governatore della Pannonia Superiore che batté moneta a Carnuntum (sovrastampando emissioni precedenti) in nome proprio e in quello della moglie Sulpicia Dryantilla. Gallieno sconfisse anche lui e nel 262 inaugurò una nuova zecca a Siscia.

La nascita di tutte queste zecche decentrate era dovuta alla crisi del tempo e alla militarizzazione dei territori: c’era necessità infatti di fornire valuta dove la richiesta era più elevata e dunque nelle zone a più alta concentrazione di legionari. Le usurpazioni, inoltre, provocarono la nascita di numerose zecche effimere.

Dunque, chi era Sponsiano?

Tutto lascia credere che sia stato un comandante dell’esercito della provincia romana della Dacia, importante luogo di estrazione dell’oro.  

Sulle monete ritrovate viene raffigurato con la corona radiata, la cui forma ricorda i raggi del sole. Già Augusto in alcuni Camei era raffigurato con tale corona che ritroviamo poi utilizzata da Caligola, Traiano, Marco Aurelio, alternata a quella d’alloro. Ma la sua diffusione maggiore si è avuta proprio durante il periodo dell’anarchia militare.

Questo tipo di raffigurazione ebbe molto successo soprattutto sotto Gallieno, Claudio il Gotico e Aureliano, che tra l’altro portò il culto del sole a Roma costruendo un sontuoso tempio, i cui resti è possibile ritrovare oggi nel cortile della chiesa di San Silvestro in Capite.

Ma torniamo a Sponsiano e alla sua corona radiata che nell’Historia Augusta ne viene attribuito l’uso a Gallieno: «[Gallieno] si cospargeva i capelli di polvere d’oro, spesso procedeva in pubblico con una corona d’oro» (Historia Augusta – Due Gallieni, 16.4.).

Gli usurpatori del periodo dunque, per diffondere la propria effige si avvalevano di zecche effimere, se il luogo lo permetteva in termini di materie prime, oppure si limitavano a ribattere moneta sovrapponendo il proprio nome e i propri tratti a quelli esistenti.
Chi era dunque Sponsiano?
Un usurpatore tra i tanti di quel periodo storico di crisi dell’impero romano, ma la domanda successiva è: vale la pena scoprire qualcosa di più su un personaggio che ricoprì un ruolo marginale nel grande racconto della storia romana? Sicuramente sì, perché a volte partendo da un semplice nome può cominciare un viaggio nel tempo che permette di allargare gli orizzonti della nostra conoscenza e magari chissà, la prossima volta che passeremo sotto l’Arco di Gallieno, nei pressi di Santa Maria Maggiore, potrà venirci in mente questo sconosciuto imperatore chiamato Sponsiano.

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