Condominio Corviale: nasce la prima Cooperativa di Comunità Urbana di Roma

Dalle ceneri dell’abbandono istituzionale può prendere vita una realtà territoriale più vicina ai cittadini perché espressione stessa del territorio, in grado di gestire manutenzione, pulizia e tutti quei servizi alla persona che finora sono stati assenti.

 

Creare un condominio a Corviale sembra una sfida titanica e utopistica, ma i finanziamenti già stanziati e le iniziative di aggregazione sociale in atto sul territorio fanno guardare al futuro con ottimismo. Abbiamo registrato nei giorni scorsi la nascita della prima cooperativa di comunità urbana di Roma, che si pone come obiettivo quello di integrare e valorizzare le risorse territoriali per offrire agli abitanti del quadrante di Corviale – Casetta Mattei, della Parrocchietta, Trullo e Magliana, risposte concrete ai bisogni collettivi, producendo al tempo stesso crescita e vantaggi per la comunità.
Dalle ceneri dell’abbandono istituzionale, dunque, può prendere vita una realtà territoriale più vicina ai cittadini perché espressione stessa del territorio, in grado di gestire manutenzione, pulizia e tutti quei servizi alla persona che finora sono stati assenti.

Le cooperative di comunità nascono nei piccoli borghi e paesi montani in via di spopolamento per garantire, condividendo personale e risorse, i servizi ai residenti rimasti.

Insieme a Pino Galeota, presidente di Corviale Domani, una delle realtà più significative del processo di riscatto sociale del territorio, entriamo negli spazi del Serpentone, fin dentro la pancia e poi su, in alto, fino in testa dove, dall’alto dei 9 piani, lo sguardo spazia dalle montagne al mare. “La sfida – racconta Galeota – è stata quella di portare questo esempio dentro la città. Abbiamo fatto un atto d’intesa con la Regione Lazio al quale hanno aderito 70 associazioni. la Cooperativa dovrà mettere insieme tutte queste competenze per realizzare obiettivi a largo raggio. Il territorio sul quale innestiamo il nostro masterplan, realizzato grazie all’impegno di circa 200 persone, università e centri di ricerca, non si ferma a Corviale ma comprende territori limitrofi per un totale di 35-40mila abitanti”.

“La Cooperativa – continua Galeota – nasce nel nome di Eugenio De Crescenzo, vicepresidente di AGCI Lazio (Associazione Generale Cooperative Italiane), che molto si è speso per questo progetto ma che purtroppo è scomparso prematuramente nel 2020 a causa del Covid”. 
“Non è un caso – aggiunge Galeota – se Corviale è entrato subito nel piano del PNRR, da 14 anni si studiano tutte le opportunità del territorio. Le amministrazioni difficilmente hanno progetti già pronti, in questo caso è stato più facile destinare i fondi. La Cooperativa nasce e viene presentata in Prefettura perché il tema vero è: ‘riprendersi il territorio’. Sono della convinzione che le attività si fanno se si fa inchiesta, se si va nei territori a incontrare le persone per capire quali sono i bisogni e per comprenderne le potenzialità. Qui ognuno lavorava per conto suo, il collante è stato far capire che solo lavorando insieme si sarebbero aperte opportunità per tutti”.
“L’obiettivo della Cooperativa di comunità è quello di prendersi carico di tutta una serie di attività che l’amministrazione non è in grado di gestire, come un grande condominio con tutti i servizi connessi che responsabilizzano il territorio stesso di cui la cooperativa è espressione”.

Uno dei problemi di Corviale è l’invecchiamento dei suoi abitanti che ha portato, con la progressiva uscita dei giovani dai nuclei familiari, anziani ormai rimasti soli, ad abitare grandi appartamenti. “L’idea è quella di frazionare gli appartamenti più grandi – dice Galeota – per permettere la creazione di nuove locazioni da destinare a nuclei familiari più giovani, spesso con nessuno o un figlio, che proprio per questo non riuscirebbero mai ad entrare in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare destinata per metratura a nuclei più grandi.  Questo porterebbe anche la necessità di fornire servizi per fasce d’età più giovani e dunque il condominio in questo modo diventa l’anima dello sviluppo territoriale. La cooperativa di comunità si sta assumendo, inoltre, la responsabilità di costruire un rapporto virtuoso con le istituzioni che non venga interrotto a ogni nuova elezione e dunque di fronte a possibili cambi di maggioranza politica”.

Uno dei settori che la cooperativa di comunità potrà gestire meglio è la manutenzione degli spazi comuni e tra questi quella degli ascensori.

Una delle leggende metropolitane nate intorno al nome di Corviale racconta che in principio questa struttura era nata per ospitare un carcere. La realtà, purtroppo, ha superato la fantasia, perché questo è proprio quello che è accaduto nel corso degli anni: è diventato infatti un carcere per tutte le persone anziane, disabili, con difficoltà di deambulazione che sono impossibilitate a scendere e risalire a casa per la mancanza spesso di un ascensore funzionante. Ma basta avere una valigia al seguito o semplicemente le buste della spesa per mettere in difficoltà anche le persone più giovani.

“Il condominio Corviale – spiega Galeota – avrà sede in una struttura appositamente costruita sul rinnovato piano stradale. Faremo una sorta di censimento per capire i bisogni del territorio ma anche per capire le competenze presenti e mettere poi in rete le capacità lavorative realizzando anche esperienze di economia sociale. Per esempio, nel parco di 13 ettari potremmo mettere in piedi una fattoria e chissà anche creare un brand per Corviale, un marchio in questo caso positivo. Un sogno? Forse, ma lasciateci almeno sognare”.

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