Forse non è il solito tram tram

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Roma sta progettando nuove linee di tram, metro e ferrovie locali che si incrociano in più punti, con un coordinamento complessivo fra le reti Atac, Cotral e delle Ferrovie dello Stato. Dopo anni in cui il Comune e le varie aziende di trasporto ideavano nuove tratte, ciascuno procedendo per suo conto, ignorandosi fra loro, già questa pare un’ottima notizia.

Ricordo, ad esempio, cosa avvenne quando s’inaugurò il percorso Bologna-Jonio della metropolitana. Erano anni in cui, mentre da una parte si trasformava la stazione FS di Tiburtina nel principale snodo romano per l’alta velocità, dall’altra, in contemporanea, si dimezzavano le metropolitane in transito proprio a Tiburtina, poiché l’altra metà dei mezzi doveva servire la nuova metro B1 – stranamente fatta partire da Bologna, anziché da Tiburtina – dato che, chi aveva progettato quella linea, non aveva tenuto assolutamente conto dell’imminente centralità della rinnovata stazione ferroviaria.

Oggi, invece, pare che si voglia dar vita a progetti integrati, a linee che non peggiorano il servizio, che non iniziano e non finiscono nel nulla, ma creano una vera rete di snodi fra bus, tram, metro e ferrovie. Alcune di queste tratte sono già in una fase esecutiva, per altre si stanno finanziando concretamente i progetti, per altre ancora si è avviata l’ideazione.

Tratte tramviarie sulla cui utilità sembrano convergere tutti gli schieramenti politici. A riprova paradossale di ciò, sono infatti partite anche le immancabili polemiche, scoppiate su giornali e social, fra l’attuale maggioranza capitolina di centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, il quale – non senza qualche ragione – rivendica la primogenitura delle proposte, segnalando che si tratta quasi sempre di progetti avviati dalla precedente giunta Raggi.

È proprio questa corsa a sgomitare per intestarsene la paternità, il segno migliore del fatto che si tratti di linee oggettivamente utili a migliorare il sistema dei traporti pubblici romani e che, dunque, possono trovare ampio consenso fra i cittadini.

Per quanto riguarda le nuove tratte di tram previste, quattro sono le linee già finanziate, in vista del Giubileo 2025, approvate direttamente dal ministero dei Traporti, attraverso i fondi del PNRR:

la linea Termini – Vaticano – Aurelio;

la linea Verano – Tiburtina;

la linea di tram di via Palmiro Togliatti.

Su queste prime tre tratte, a metà luglio, la Regione Lazio ha deciso di togliere il vincolo della valutazione d’impatto ambientale, cioè alcuni controlli che avrebbero allungato i tempi di realizzazione di circa sei mesi. Una tempistica più rapida, dunque, anche se alcune associazioni protestano per i possibili impatti negativi per l’ambiente e per i residenti, che proprio questa assenza di controlli potrebbe contribuire a provocare.

  

La linea Termini – Vaticano – Aurelio, si svilupperà per otto chilometri e mezzo – tra i municipi I e XIII, con un breve tratto anche nel XIV – da piazza dei Cinquecento a piazza dei Giureconsulti e poi da ponte Vittorio Emanuele II a piazza Risorgimento.

Quella Verano – Tiburtina dovrà unire la stazione con il piazzale dello storico cimitero romano, già sede di numerosi capolinea di tram.

Infine, il tram di via Palmiro Togliatti, è stato ideato come una sorta di anello di congiunzione tra le tre linee metropolitane e quella ferroviaria della linea FR2. La nuova tramvia, collegherà infatti la stazione metropolitana di Ponte Mammolo con quella di Subaugusta, incrociando la linea C, all’altezza della fermata del Parco di Centocelle.

La quarta linea di tram finanziata dallo Stato, su cui invece permane il vincolo di valutazione d’impatto ambientale, è la Termini – Giardinetti – Tor Vergata. Il vincolo permane, a causa di alcuni rilievi mossi dalla Soprintendenza, sia nella prima tratta della linea, che in quella terminale.

Ci sono poi altre nuove reti tramviarie, per le quali il Comune ha recentemente messo a bando la progettazione, prevedendo un esborso complessivo di circa due milioni e mezzo di euro. Si tratta, più nello specifico, delle seguenti linee:

la linea via Barletta – viale Angelico – piazzale Clodio;

la linea viale Angelico – ponte della Musica – Parco della Musica;

la linea stazione Tiburtina – Ponte Mammolo;

la linea piazza Mancini – corso Francia – stazione Vigna Clara;

la linea Anagnina – Tor Vergata – Torre Angela;

la linea Marconi – Appia Antica – Subaugusta.

Dunque, se tutte queste linee venissero ultimate, il sistema complessivo comincerebbe ad assomigliare ad una ragnatela integrata, in cui le nuove linee di tram vanno a congiungersi con quelle di metro e ferrovie, permettendo spostamenti molto più facili e rapidi attraverso i mezzi pubblici, che, a quel punto, comincerebbero a dimostrarsi in molti casi più convenienti del mezzo privato.

Purtroppo l’esperienza porta però a diffidare della capacità di Roma nel portare a termine in tempi brevi e in modo coordinato tali lavori. C’è sempre in agguato uno stop, un aumento dei costi, una variante nei progetti, che potrebbe finire per rendere meno razionale e meno efficace il sistema complessivo. Ma è solo con interventi complessivi e non con piccole soluzioni spot, magari poi totalmente stravolte in corso d’opera, che il trasporto pubblico capitolino può iniziare ad intraprendere una china positiva e virtuosa.

27-07-2022 | © Riproduzione riservata

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